Australia: II conferenza sindacalisti gay

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Oltre 175 sindacalisti di tutto il mondo partecipano da oggi alla Seconda conferenza sindacale internazionale gay e lesbica; tema centrale, eliminare l'omofobia dal posto di lavoro.

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SYDNEY – Mentre 13 mila atleti gay e lesbiche flettono i muscoli nella attesa dei Giochi Gay che si aprono sabato a Sydney, i sindacalisti omosessuali discutono come battersi su un’altra arena, quella del lavoro.

Il vice presidente della conferenza, l’australiano Mark Dolahenty, ha affermato che i casi di discriminazione contro i gay, le lesbiche e i transessuali sono ancora frequenti in tutto il mondo e il movimento sindacale e’ all’opera per cercare di cambiare gli atteggiamenti nell’ambiente di lavoro. Il piu’ recente studio australiano dei lavoratori e impiegati gay, lesbiche e transessuali ha trovato che oltre il 52% dei 900 intervistati ha sofferto molestie o discriminazione sul lavoro.

I dati piu’ allarmanti -ha detto Dolahenty- sono che nel 21% dei casi l’omosessualita’ della persona e’ stata rivelata contro la sua volonta’ dai compagni di lavoro, e che il 17% ritiene che la carriera abbia raggiunto un punto morto a causa delle proprie preferenze sessuali. "Le persone subiscono discriminazione, il ridicolo, battute maligne e vere e proprie molestie, particolarmente le lesbiche da parte di sciocchi uomini etero che pensano che tutto quello di cui le lesbiche hanno bisogno e’ il sesso con un uomo", ha aggiunto.

La conferenza si conclude sabato, quando i delegati sfileranno con gli atleti nella cerimonia d’apertura dei Giochi di Sydney 2002. La prima conferenza sindacale della serie si e’ tenuta nel 1998 ad Amsterdam, anche in coincidenza con i Gay Games, e ha affrontato la questione della discriminazione per i portatori di Hiv/Aids sul posto di lavoro.

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