AUSTRALIA: PRIMA POLIZIOTTA TRANS

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L'Accademia di polizia dello stato di Victoria ha accolto la prima recluta transessuale d'Australia, che però vuole mantenere la riservatezza. Intanto in Nuova Zelanda un poliziotto cambia sesso.

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SYDNEY – L’Accademia di polizia dello stato di Victoria (capitale Melbourne) ha accolto la prima recluta transessuale d’Australia – e probabilmente del mondo – nata uomo e ora nella fase di diventare donna. Il vice commissario della polizia Paul Evans ha dichiarato che la recluta, il cui nome è protetto dalla privacy, non desidera commentare la situazione, non vuole parlarne in pubblico e ha diritto alla sua riservatezza. Evans ha tuttavia precisato che la persona si è già sottoposta a trattamento ormonale, ma non ha completato la procedura chirurgica. I dettagli pratici, come l’uso delle docce, dei spogliatoi e dei gabinetti femminili, saranno discussi direttamente con i responsabili dell’accademia, ha spiegato.
Il vice commissario ha sottolineato che la polizia non discrimina sulla base del genere, della sessualità, dell’identità etnica o della religione. “Il genere o la sessualità sono questioni dell’individuo – ha detto – Ogni recluta merita privacy e considerazione, per concentrarsi sull’addestramento per i compiti di tutela dell’ordine”. Evans ha dichiarato che la recluta ha superato il normale processo di selezione, che include prove fisiche, di attitudine e mediche. E ha assicurato che sarà trattata come donna sotto tutti gli aspetti, in conformità alla legge sulle pari opportunità ed ai regolamenti del corpo di polizia in materia di trattamento equo e di rispetto della diversità.
Il corso in accademia dura 20 settimane e per diventare agenti di polizia le reclute debbono superare un rigoroso addestramento in materia di diritto, difesa personale, inseguimento, comunicazioni e uso di armi da fuoco.
Si congratula la Commissione statale per le pari opportunità. “Mi rallegro con il corpo di polizia del Victoria per il sostegno che mostra di offrire alle persone transessuali che chiedono di entrare a farne parte. Una forza di polizia che riflette le diversità esistenti nella comunità, sarà in grado di servirla meglio e con più efficacia”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Diane Sisley.
Intanto nella vicina Nuova Zelanda un poliziotto già in servizio da 15 anni, deciso a diventare donna, ritiene che il suo posto di lavoro sia protetto dalle leggi nazionali sui diritti umani. La rivelazione del graduato Steve Lurajud che vuole cambiare sesso, ha stupito i suoi colleghi del commissariato di Christchurch e sta sollevando un vespaio in materia di diritti umani e di diritto al posto di lavoro.
Un funzionario della Commissione neozelandese per i diritti umani non ha voluto commentare il caso specifico, ma ha dichiarato che licenziare una persona perchè sta per cambiare sesso violerebbe i diritti umani. “E’ differente naturalmente se la persona non può eseguire più il suo lavoro”, ha detto Mervin Singham, responsabile per la risoluzione delle dispute.
“Se la persona ha una disabilità, il datore di lavoro deve prendere provvedimenti”, ha affermato. Se ad esempio i colleghi si sentono a disagio nel condividere i gabinetti con un transessuale e il datore di lavoro non può fornire un impianto separato, e quindi vuole terminare il rapporto di lavoro, allora la questione dovrà essere decisa da un tribunale, ha spiegato Singham.
Non mostrano però di avere alcuna difficoltà i colleghi dell’agente Lurajud, che sembra godere di molte simpatie, e che dieci anni fa è stato decorato per aver rischiato la vita per salvare una donna di 84 anni dall’incendio del suo appartamento. “Conosco Lurajud da quando è entrato in polizia 15 anni fa e sarò ben contento se avrà il suo armadietto accanto al mio nello spogliatoio”, ha dichiarato un sergente suo collega.

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