Bacio in pizzeria: cacciati due gay

di

E' successo a Padova al militante gay Claudio Lo Bosco e al suo compagno: il proprietario del locale non ha accettato i casti gesti di affetto che i...

844 0

La sera di domenica 11 novembre, nella pizzeria al Saraceno in via Canestrini a Padova, una coppia omosessuale, colpevole di essersi scambiata qualche castissimo gesto d’affetto (mano nella mano o un bacio a fior di labbra) è stata invitata da un cameriere ad alzarsi ed andare a pagare il conto alla cassa e lì il titolare del locale si è messo a gridare, infuriato, davanti a tutti: «Questo non è un locale gay! Mi spaventate tutti i clienti! Andate a casa vostra».

Questo racconta uno dei due protagonisti, Claudio Lo Bosco, 28 anni, padovano, sindacalista Cgil (sicurezza sul lavoro) ed ex coordinatore nazionale di Glo, movimento per la difesa dei diritti gay vicino a Rifondazione. Ha scritto una lettera ai giornali raccontando la loro triste esperienza: Lo Bosco racconta che al tavolo accanto c’erano un ragazzo e una ragazza che «si sono abbandonati in un bacio passionale».

Le effusioni scambiate tra Claudio eil suo raqgazzo erano «molto più caste», ma questo non ha e3vitato l’infuriata reazione del gestore. Lì per lì i due non hanno reagito alle accuse «per non alimentare polemiche» e se ne sono andati. Ma la faccenda non può finire lì, e così parte la lettera. Vuole far chiarezza, Claudio Lo Bosco, che si capisca bene che la sua non è stata una hard-pizza: «Non erano atteggiamenti spinti, assolutamente. Ma piccoli gesti d’affetto».

Quanto al titolare, interpellato, esprime a chiare lettere il suo pensiero: «Ho detto loro che il mio non è un locale gay. Grazie a dio ho una bella clientela, corretta, se uno è gay sono problemi suoi [sic], rimanga a casa. Ma avrei lo stesso atteggiamento anche se qualcuno si lamentasse perché sono un uomo e una donna a baciarsi». E’ mai successo? «No».

Discutibile anche il commento di una non meglio identificata "nota psicologa padovana" interpellata dal Mattino di Padova: il quotidiano, riportando le affermazioni della professionista, spiega che «ovviamente le coppie gay, proprio perchè non ancora completamente accettate da una parte della società prevenuta nei loro confronti, devono avere l’accortezza di "attuare maggiori precauzioni rispetto alle coppie eterosessuali, così da risultare inattaccabili sul piano formale". Gli esercenti dovrebbero però "valutare di volta in volta le singole situazioni".» Bontà sua, la psicologa conclude denunciando che «contegno e misura vengono imposti solo ai diversi, e questo non è giusto».

Leggi   Coppia gay si tiene per mano, gli spaccano un bicchiere in faccia
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...