Bergamo, baci (a stampo) per il compleanno in pasticceria, coppia gay ripresa: “Trattenetevi, ci sono i bambini”

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Arcigay Bergamo Cives ha già chiesto spiegazioni al locale: "Quanto avvenuto è molto grave. Non era mai successo nulla del genere lì".

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Filippo era insieme al suo ragazzo, in una giornata speciale, a far merenda seduto al tavolo di una pasticceria di Bergamo. Ma purtroppo non tutto è andato come si immaginava. Ecco il racconto che lui stesso ha fatto su Facebook:

“Vorrei non dover scrivere questo post, ma oggi io e il mio ragazzo siamo stati vittime di discriminazione. Sono venuto a Bergamo per conoscere i suoi genitori, in un sabato di fine ottobre molto vicino al mio compleanno, era per noi una giornata importante, e abbiamo pensato di passare il pomeriggio in città. Dopo un tour della città bassa, in centro, ci siamo fermati in una pasticceria di nome La Pasqualina, dove seduti a un tavolo abbiamo preso tè e dolci (da notare il dolce da 8,50€ e il tè da 8€, per farvi capire il tenore del locale).
Finito il tè abbiamo cominciato a parlare, ognuno seduto al proprio posto, con in mezzo l’intero tavolo a dividerci, e durante la conversazione ci siamo scambiati 3 o 4 baci (a stampo), praticamente senza alcun contatto se non le mani che si sfioravano. A un certo punto siamo stati interrotti da una cameriera che ci ha domandato per cortesia di “trattenerci da certi comportamenti” perché in sala c’erano anche dei bambini e gente di tutte le età, aggiungendo che non lo diceva per pregiudizio ma solo per ricordarci che ci trovavamo in un luogo pubblico.
Detto ciò, ci siamo alzati per pagare il conto ed uscire, piuttosto delusi e innervositi, al che, notando il nostro turbamento, la cameriera è tornata alla cassa per dirci che la nostra reazione le pareva esagerata, e che avrebbe fatto la stessa cosa fossimo stati etero: infatti, ha aggiunto, una volta ha ripreso allo stesso identico modo una coppia etero che si era chiusa in bagno per mezz’ora, perché “in fondo siamo in un luogo pubblico”, comparando quindi implicitamente i nostri baci a un’oscenità.
Fermo restando che ovviamente non rimetterò piede nel locale, ho anche deciso di non soprassedere e contattare Marco Arlati dell’Arcigay di Bergamo, perché so che il cambiamento passa anche per gli individui ed è essenziale il coraggio di parlare. Coraggio e consapevolezza dei miei diritti che adesso ho, ma che non avrei avuto anche solo pochi anni fa, quando questo evento mi avrebbe depresso per giorni. Perché sentir venire paragonato il mio modesto e innocente gesto d’amore a un atto osceno in luogo pubblico non è accettabile, come non è accettabile che veniamo privati del diritto di avere un pomeriggio piacevole perché siamo due ragazzi, e come non è accettabile che si passi il messaggio che dovremmo essere noi a smettere di amarci (in maniera tra l’altro estremamente delicata) e non la società ad imparare ad andare oltre pregiudizi retrogradi e lesivi della dignità altrui.
Ringrazio per i consigli dell’Arcigay di Bergamo e per il loro sostegno, e confido nel loro supporto perché ciò possa un giorno non accadere più. Io scriverò una recensione al locale stasera, per chi volesse leggerla questo è il link del locale: https://www.facebook.com/pages/Pasqualina-Bergamo/106436232769804Sappiate che non è mia intenzione mettere alla gogna il locale, che sono il primo ad aspettare le parole (e possibilmente le scuse) dei gestori, e voglio che tutta questa situazione sia gestita pacificamente e costruttivamente, fermo restando che trovo il comportamento dello staff davvero fuori luogo“.
Nei commenti al post Ciarlati dell’Arcigay di Bergamo ha così commentato: “Arcigay Bergamo Cives chiederà spiegazioni alla Pasqualina, quanto avvenuto è molto grave. Non era mai successo nulla del genere in quel locale. Grazie per il tuo coraggio e per essere stato in silenzio. Ci attiveremo subito anche attraverso il tavolo permanente contro L’omofobia del Comune di Bergamo”. L’associazione LGBT ha poi inviato una mail al locale e i due ragazzi ora si aspettano le scuse ufficiali dei gestori della pasticceria “Non vogliamo certo accanirci, ma è stato davvero umiliante e vogliamo che la cosa non si ripeta“.
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