BARI APRE ALLE COPPIE GAY

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Il Consiglio Comunale del capoluogo pugliese approva quasi all'unanimità due mozioni per avviare il processo di formazione di un registro delle unioni civili. Esultano i Cods, critico il...

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BARI – Potrebbe essere Bari la seconda città del sud ad avere un registro delle unioni civili aperto alle coppie gay. Il Consiglio Comunale del capoluogo pugliese ha infatti approvato ieri, rispettivamente, con 26 e con 25 voti a favore e 4 contrari (2 di Alleanza Nazionale e 2 di Forza Italia), due ordini del giorno. Oltre a quello presentato dai consiglieri di centrosinistra, che punta alla revisione dello statuto comunale, primo passo verso l´istituzione del registro delle coppie di fatto, il secondo, più generico, presentato da Ugo Lorusso, consigliere dell´Udc e presidente delle commissione Pari opportunità, invita il sindaco «a farsi promotore presso il governo italiano ad assumere le disposizioni di legge sollecitate dal Parlamento europeo a tutti gli Stati membri della Comunità».
In sostanza, è stato deciso che sara’ una ristretta commissione paritetica consiliare a predisporre una proposta di integrazione del riconoscimento delle unioni di fatto e di un eventuale registro nello statuto comunale per consentire la formulazione dell’elenco anagrafico.
Soddisfazione è stata espressa da parte del Cods, Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra: per il portavoce, Andrea Benedino, l’avvio del procedimento per l’istituzione del registro è “la migliore dimostrazione di come una sinistra determinata e convinta nel portare avanti battaglie sui diritti civili e la laicita’, sara’ la migliore alleata del movimento gay nei prossimi anni per portare anche il nostro Parlamento a varare una legge sul PACS cosi’ come negli altri principali paesi europei”.
“Questo risultato – dice Benedino – e’ di importanza enorme sul piano nazionale, sia perch si verifica nella citta’ che tra poche settimane ospitera’ la manifestazione nazionale del Gay pride, sia soprattutto perche’ la determinazione con cui il centrosinistra ha sostenuto i due ordini del giorno unita alla pressione di un movimento gay forte e visibile hanno convinto a votare a favore anche un numero rilevante di esponenti del centrodestra che hanno dimostrato su questi temi una maggiore lungimiranza politica dei loro leaders nazionali”.
Critiche, come sempre, giungono dal mondo cattolico: l’Osservatore Romano commenta i provvedimenti che il comune di Bari ha avviato per le unioni di fatto in un articolo intitolato “Si vuole davvero distruggere la famiglia”. “Anche il comune di Bari – scrive l’Osservatore romano – come gia’ qualche altro in precedenza, sta purtroppo avviando procedimenti che vanno a discapito della famiglia stabile e dell’unione di due persone, uomo e donna, fondata sul matrimonio”.
“Procedure di questo tipo – prosegue il quotidiano – oltre che essere moralmente inaccettabili, sono sintomatiche di una volonta’ di distruzione della famiglia, la quale meriterebbe invece seri provvedimenti che la tutelino e la sostengano pienamente”.
Nel dibattito interviene il presidente di Arcigay Sergio Lo Giudice che, replicando all’Osservatore Romano sui fatti di Bari, dice: «Altro che distruggere la famiglia: vogliamo crearne migliaia di altre. E’ piuttosto il Vaticano a voler distruggere l’opera di coesione sociale che faticosamente portiamo avanti da anni».
«Le critiche dell’Osservatore Romano sono francamente incomprensibili – prosegue Lo Giudice – Le coppie omosessuali stabili hanno un valore enorme: segnano il ribaltamento di uno storico destino segnato dall’atomizzazione sociale verso la costruzione di nuovi e solidi legami relazionali. La richiesta delle coppie gay e lesbiche di essere riconosciute socialmente e giuridicamente ai sensi dell’art.2 della Costituzione e dell’art. 9 della Carta di Nizza contribuisce alla crescita, e non alla diminuzione, della coesione sociale e della stabilità delle relazioni affettive. Scambiare questo desiderio di stabilità e di riconoscimento normativo con un desiderio di abbattere altre forme di famiglia rivela una stupefacente ignoranza di un fenomeno in crescita e irreversibile».

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