Barilli (Pride): “Dentro Arcigay clima incredibile”

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Il direttore del mensile Pride parla della divisione all'interno di Arcigay. "Quando dentro ad un'associazione di volontariato si minaccia il ricorso alla magistratura allora si è andati oltre".

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Qual è il tuo giudizio da osservatore su quanto sta succedendo in Arcigay?Di sicuro l’associazione non fa una bella figura, innanzitutto. E poi la situazione è drammatica, come abbiamo visto tutti.

Un danno di immagine, quindi?Non solo il danno è esterno solo in prima battuta. Ma soprattuto interno all’associazione.

Cosa è successo durante il Consiglio Nazionale di Arcigay? Tu eri presente…

Ho trovato un clima incredibile, tesissimo. L’incomunicabilità tra le parti era totale. Al tempo stesso devo dire che il dibattito, benché drammatico, è stato vero. Come dimostrano peraltro le votazioni, finite quando con un espulsione, quando con un rifiuto di esulsione ecc. Le persone che erano lì non stavano recitando parti già scritte.

Secondo te sarebbe servita un po’ più di cautela da parte di Marrazzo nella gestione di Arcigay Roma?Io non conosco nel dettaglio la gestione di Arcigay Roma. Quello che al consiglio nazionale veniva contestato a Marrazzo era la rottura di un vincolo di trasparenza e mi sembra un fatto incontrovertivile. Che all’interno di un’associazione di volontariato ci vogliano mesi per ottemperare alla semplice richiesta di presentazione di una carta è grave.

Ci potrà essere una riconciliazione tra associazione nazionale e i due soci espulsi, Poto e Marrazzo e l’avvocato Stoppello che si è dimesso?Non mi sembra il problema principale in questo momento. La rottura non è solo tra questi tre soci e l’associazione nazionale, ma anche tra la mozione di minoranza e quella di maggioranza che ha vinto il congresso. A me sembra che ci sia uno scadimento nell’ultilizzo dei metodi, soprattutto da parte della mozione di minoranza, che non è accettabile. Quando dentro ad un’associazione di volontariato si minaccia il ricorso alla magistratura allora si è andati oltre. Io sono di una vecchia scuola: chi non mi vuole non mi merita; non minaccerei di farmi reintegrare dalla magistratura.

Pensi che questa situazione comprometterà l’Europride 2011 di Roma?

Non vedo perché dovrebbe. L’Europride è una cosa diversa con un comitato organizzatore in gran parte diverso da Arcigay. Le leve organizzative, per volontà dell’organismo internazionale che le attribuisce, sono del Circolo Mario Mieli che non entra in questa diatriba. In un mondo normale l’Europride dovrebbe anzi essere l’occasione per tutti di collaborare ad un obiettivo comune per stemperare le tensioni. Se poi ci sono persone che ritengono di esser più importanti degli obiettivi, allora è un altro discorso.

Roma è un caso isolato o ci sono altre realtà locali che sembrano essere in mano a un uomo solo?Ci saranno pure ma niente di paragonabile di quanto si è verificato a Roma. Di sicuro Arcigay poteva dotarsi di uno statuto che pone un limite al numero dei mandati presidenziali, sia a livello nazionale che locale.

Leggi l’intervista a Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay (clicca qui)

Leggi l’intervista a Fabrizio Marrazzo, ex presidente di Arcigay Roma (clicca qui)

di Daniele Nardini

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