Battaglia: “Mi candido contro questa politica pedofila”

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Qualcuno l'ha definita "la Mastella dei froci" ma lei non ci sta: "Essere gay non può essere una gabbia". L'organizzatrice del World Pride del 2000 Imma Battaglia si...

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Alle prossime elezioni europee ti candidi nel partito "Sinistra e Libertà" con Nichi Vendola. Hai quindi abbandonato l’idea di costituire un partito gay?
Assolutamente no, solo che per costruire un partito gay ci vuole un movimento unito e compatto e in questo momento non mi sembra che ci sia.

Sei comunista?
Non sono comunista e non lo sarò mai. Così come non mi appartiene nessun tipo di estremismo. Mi appartengono le persone.

Allora perché la tua candidatura è in un partito che si definisce "comunista" e viene annoverato nelle file della sinistra radicale?
Il partito "Sinistra e Libertà" non è un partito comunista, il gruppo che lo ha creato è uscito da Rifondazione proprio perché al suo interno ha realtà molto eterogenee.

Da tempo esprimi posizione "moderate". Come le farai valere in un partito di sinistra radicale
Io non ho ragionato troppo sulla lista ma sulla persona Nichi Vendola. Mi ha chiesto di aiutarlo nel riprendere le fila di una sinistra sgangherata e ho accettato con la consapevolezza dei rischi di questa avventura.

Ad esempio?
Beh, ad esempio non è certo che "Sinistra e Libertà" superi la soglia di sbarramento del 4%. Ma siccome penso di aver sempre rotto gli schemi continuo a farlo. E Nichi è una persona di cui questo paese ha bisogno.

E non potevi assumerti i rischi in un partito più centrista?
Guarda, in questo momento né la destra né la sinistra ci hanno dato i diritti civili. Allora si potrebbe fare una scelta per boicottare entrambe: astenersi o votare chi lotta per i diritti e Nichi è l’unico leader gay dichiarato e che mette al primo posto proprio i diritti civili.

Non c’è proprio nessun altro che lotta per i diritti civili dei gay?
Sì, gli etero.

Gli etero?
Sì, l’avvocato Bernardini de Pace, ad esempio. Sta dicendo chiaramente a tutti: "Guardate che la Costituzione non vieta il matrimonio gay. Puntate su questo". Ma dibattiti che si sono aperti su questo non ne ho visti.

Dai la colpa alle associazioni gay, mi sembra
Così come le persone sono lontane dai partiti che li rappresentano così i gay sono lontani dalle associazioni gay. Conta quanti sono gli attivisti che militano in queste associazioni e fai il conto di quanti gay ci sono in Italia… è evidente che qua dobbiamo porci il problema. Quali sono le priorità della popolazione gay? È una domanda che nessuno più si pone.

Credi ancora in un dialogo col centrodestra e coi cattolici? E come si conciliano queste tue idee con quelle di Nichi Vendola?
Il primo che si porta dietro questo bagaglio di trasversalità è proprio Nichi Vendola, che non ha mai nascosto di essere cattolico.

In rete, tra le tante definizioni, c’è chi ti ha chiamato "il Mastella dei froci". Che rispondi?
Io sono veramente allibita. Sono circondata di amici gay di Forza Italia, piena zeppa! E con loro ho i migliori dibattiti politici. Alla fine siamo d’accordo tutti sullo stesso punto: diritti ancora zero. Se questa mia capacità di pensiero e di mettermi in discussione è percepita da alcuni come una banderuola io la considero una ricchezza. Essere gay non può essere una gabbia. E per la cronaca Mastella è da sempre in parlamento così come alcuni leader delle associazioni gay. Io non ci ho mai messo piede.

Cosa dovrebbe fare l’Europa per la causa lgbt che ancora non ha fatto? Se fossi eletta quali proposte porteresti nel parlamento europeo?
Io francamente porterei l’attenzione sull’Italia. L’Europa ha già deliberato tante cose per i gay e lesbiche, il vero problema è il nostro paese che non le recepisce. Questa è la prima cosa da capire e su cui agire.

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Non pensi di rischiare troppo candidandoti al Sud anziché nella circoscrizione che comprende la "tua" Roma?
Mi chiedo chi altro nel movimento gay avrebbe accettato questa candidatura. Certo che rischio. Ma è utile che una persona come me che è visibile e anche rappresentativa di 20 anni di lotte dia una mano. Io non dico mai "Votate per Imma", ma "votate Sinistra e Libertà".

Qual è l’emergenza oggi nel nostro paese?
Oltre ai diritti civili, la questione femminile è tornata prepotentemente in questi giorni alla ribalta delle cronache. Questa è una politica maschilista e anche un po’ pedofila. La donna è tornata ad essere oggetto sessuale. Questo è vero regime. Sulle questioni delle classi deboli si sta andando indietro e le donne sono tornate, da un punto di vista politico, le "veline".

Che rapporto hai con Alemanno?
A parte quell’incontro dove sono venuti tutti i rappresentanti del movimento non ho avuto altri incontri.

Pensi che il patrocinio agli eventi culturali del Pride andrebbe concesso?
Siccome non ho la memoria corta, penso che al World Pride del 2000 nessuno ha dato il patrocinio, nonostante ci fosse un programma di eventi culturali pazzesco. Poi mi chiedo: se Alemanno non ha dato il patrocinio lo scorso anno, perché dovrebbe darlo quest’anno? Chiederglielo è chiaramente una provocazione, che può anche andare bene ma solo per avere visibilità sui giornali. Faccio una riflessione: che cosa è un Gay Pride? Una protesta? Una parata? Una manifestazione politica? Perché in questi casi il patrocinio è giusto non concederlo. I lavoratori di Alitalia mica vanno in piazza col patrocinio di qualcuno, ci vanno per protestare e basta.

Alemanno non ha concesso neanche piazza San Giovanni
Pere me la piazza non è un simbolo di qualcosa. La cosa importante è solo che la politica metta la questione gay al centro della sua agenda. Ripeto: capisco le provocazioni ma hanno un senso se rimangono tali. Posso però dirti che frequento molto l’ambiente etero e tutti mi dicono la stessa cosa: "Avete ragione ma ponete male i vostri temi". Le discussioni sul patrocinio o su una piazza fanno perdere di vista gli obiettivi veri, quelli che importano alla gente.

A proposito, quest’anno ci sarai al corteo di Roma?
Andrò sicuramente al Gay Pride di Genova e a quello di Napoli perché sono nata a Portici. Non so ancora se andrò a quello di Roma. Farne troppi disperde anziché unire. Le persone non possono mica partecipare a tutti e sei i Gay pride di quest’anno!

Quindi non andrai…
Sto osservando e cerco di capire dove si vuole arrivare politicamente. Ho 49 anni e gli scontri non mi interessano più.

di Daniele Nardini

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