Bee Gees criticano Robbie Williams

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La popstar aveva realizzato una cover da un vecchio successo del trio; sfuma anche il sogno di Williams di interpretare James Bond sul grande schermo.

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Il Cantante dei Bee Gees Robin Gibb, ha duramente criticato la cover realizzata da Robbie Williams dal successo dei Bee Gees, "I Start a Joke", dicendo che è il genere di cose che si possono sentire in un "asilo lunatico".

La canzone è stata un grande successo nel 1969, e Robbie ha registrato la sua versione con arrangiamenti techno e ambient per un album in tributo ai Bee Gees che è uscito lo scorso ottobre per raccogliere fondi per progetti per la gioventù nel nord-ovest dell’Inghilterra.

Comunque Robin, il più giovane dei Bee Gees, non è rimasto impressionato dai suoi sforzi: «"I Start a Joke" è una delle nostre grandi canzoni e lui l’ha trombata – ha lamentato – Quella canzone merita un trattamento decisamente migliore». Robbie non sta passando un buon periodo con la aristocrazia del pop del passato: la scorsa settimana il bassista dei Queen John Deacon ha parlato del suo sgomento nell’apprendere che Williams avrebbe rimpiazzato il leader del gruppo Freddie Mercury in un remake di We Are The Champions per un film. «Non voglio sembrare maligno, ma diciamo semplicemente che Robbie Williams non è Freddie Mercury – ha detto Deacon – Ho riferito che mi sarei ritirato. Non voglio essere coinvolto con questa cosa».

Anche sul fronte cinematografico Robbie Williams non ha fortuna: il suo desiderio di arrivare al grande schermo come nuovo interprete dell’agente segreto James Bond sembra non potersi realizzare per ora. In una intervista con NetFM, Debbie McWilliams, il direttore del casting dei film di James Bond, ha detto che l’attore che interpreta Bond deve essere "devastantemente bello e incredibilmente atletico". Robbie, a quanto sembra, non avrebbe i requisiti: «Robbie Williams, Dio lo benedica, non penso che sia esattamente ciò che stiamo cercando – ha detto McWilliams – Russel Crowe, forse, ma credo che ci vorrebbe qualcuno di meno famoso».

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