Bergoglio: “La lobby gay c’è: dobbiamo capire cosa fare”

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In un incontro privato con religiosi sudamericani, il Pontefice avrebbe ammesso la presenza della cosiddetta "lobby gay" all'interno del Vaticano.

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La lobby gay in Vaticano? Esiste davvero e a confermarlo sarebbe stato lo stesso Papa Bergoglio, sebbene durante un’udienza privata. A rivelarlo è un sito Cileno, Reflexion y Liberacion, che riporta stralci della conversazione avuta da Papa Francesco con i rappresentanti della Clar (Confederazione di Religiosi dell’America Latina e dei Caraibi) lo scorso giovedì. Parole che avrebbero dovuto rimanere riservate, ma che invece sono diventate di dominio pubblico.
Interrogato sulla possibilità di riforma della Chiesa, Bergoglio avrebbe risposto: “Eh sì, è difficile. Nella curia c’è gente santa, santa davvero. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una lobby gay ed è vero, è lì… Ora bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. Al suo diffondersi la notizia è stata subito ricondotta alla vicenda nota come Vatileaks che sarebbe alla base delle dimissioni del precedente pontefice, Benedetto XVI, i cui dossier sono noti solo ai vescovi incaricati delle indagini, ai cardinali del Conclave e a Bergoglio.

E se la sala stampa vaticana presieduta da Padre Lombardi, si è limitata a far sapere di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” considerato che era “un incontro di carattere privato”, la Clar ha tentato di spiegare quanto accaduto pur senza smentire, ma scusandosi con Bergoglio per la fuga di notizie.
I religiosi sudamericani hanno fatto sapere che non esistono registrazioni dell’incontro, ma solo una sintesi redatta dopo l’incontro “che non include le domande poste al Santo Padre, era destinata alla memoria personale dei partecipanti e per nessun motivo alla pubblicazione, cosa per la quale d’altra parte, non è stata chiesta nessun autorizzazione”. Per questo, secondo la Clar, non si può ritenere che le parole riportate da Reflexion y Liberacion e trascritte nella sintesi, siano quelle testualmente pronunciate da Bergoglio. “Non si possono attribuire al Santo Padre, con certezza, le espressioni singolari contenute nel testo – specifica la Clar -, bensì solo il suo senso generale”.

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