BIGOTTISMO DI STATO

di

Il Senato approva la legge sulla preocreazione assistita. Ora torna alla Camera. Intanto, partono i primi attacchi all'aborto. E l'opposizione si prepara al referendum.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


ROMA – Ci siamo. Con 169 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti, il Senato ha approvato questa mattina il disegno di legge 1514: “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Il testo dovrà tornare alla Camera a seguito dell’introduzione di alcune modifiche agli articoli 2, 11 e 18 proposte dal relatore Tredese (FI). L’approvazione è avvenuta, come di sconsueto, dopo le dichiarazioni di voto dei senatori, tra le quali alcune spiccano per i contenuti. Giulio Andreotti, ad esempio, dopo aver invitato tutti i cattolici a moderare i toni, ha citato il suo esempio, di quando ha ‘dovuto’ firmare la legge sull’aborto in qualità di presidente del Consiglio: “il giorno più brutto della mia vita” lo ha definito Andreotti. Poi ha pregato tutti a «essere piu’ attenti sulla parola modernita’». «Se modernita’ e’ quella della regina d’Inghilterra che nel discorso della corona ha saluto positivamente il matrimonio tra omosessuali – ha detto il Senatore a vita – allora io mi dichiaro antimoderno per eccellenza».
Gli effetti dell’approvazione della legge, non sono solo quelli relativi ai suoi contenuti: l’Ulivo esce dal dibattito a Palazzo Madama profondamente spaccato. I Ds Cesare Salvi e Giorgio Mele, esponenti della sinistra del partito, chiedono di rivedere la scelta di fare una lista unica insieme con la Margherita (che ha appoggiato la legge) alle europee: «non e’ in discussione l’alleanza di centrosinistra con la Margherita – affermano i Senatori – anche se la coalizione dovra’ pur darsi un programma condiviso in materie che non appartengono alla liberta’ di coscienza ma alla politica in senso alto: i diritti civili, la liberta’ delle donne, la laicita’ dello Stato».
D’altro canto, l’ala più conservatrice lancia ora la sfida alla legge sull’aborto: «si e’ creata un’inedita situazione – ha detto oggi l’esponente di An Italo Bocchino – per cui l’embrione riceve piu’ tutele del feto. Partendo dal dibattito di questi giorni, occorre, con serenita’ e attenzione, cominciare a discutere della possibilita’ di riformare la legge sull’aborto, nata in un clima culturale che riteneva superabile il valore della vita sin dal concepimento ed il valore della famiglia che resta, invece, un caposaldo della nostra societa’».
Ma l’opposizione non tace: la “salute delle donne” e la “laicita’ dello stato” sono i due principi da difendere per Katia Bellillo, del Pdci, cancellando la “legge mostro” sulla procreazione assistita appena approvata dal Senato. «Sara’ il giudizio delle donne, degli uomini e di tutti i cittadini liberi, attraverso l’istituto del referendum, a bocciare – afferma la parlamentare – una legge grave e oscurantista” che per Katia Bellillo e’ stata “approvata dal centro destra per pagare pegno al Vaticano».
E in favore del referendum si schiera in prima fila anche Arcigay nazionale: «L’Italia sta perdendo la bussola della liberta’: se si sfida il paese su questi temi, il paese sapra’ rispondere» ha detto Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, che considera la legge sulla fecondazione assistita appena approvata dal Senato come “una legge medievale”.
«Una ricerca dell’Universita’ di Bruxelles – argomenta Lo Giudice – sui figli di coppie lesbiche nati da donatore anonimo ha mostrato che non vi sono differenze riguardo alla qualita’ del rapporto con i genitori e al benessere psicologico dei ragazzi. Lo stesso vanno ripetendo da tempo l’Accademia Americana di Pediatria e l’Associazione degli psicanalisti e psichiatri americani. Questa maggioranza, con il colpevole supporto della Margherita, fa a pezzi una concezione dello Stato come strumento laico di armonizzazione delle complessita’ sociali».
All’interno del fortunatamente vasto panorama delle voci in dissenso alla legge, spicca quello della teologa valdese Erika Tomassone che su Nev, organo della Chiesa Valdese, esprime forte perplessita’ e critiche alla legge del senato. Per la pastora, non resta che «augurarsi di essere fertili e procreare “naturalmente” e soprattutto non avanzare dei diritti se si e’ una coppia omosessuale, o una donna singola. Questo e’ il succo della legge. C’e’ da chiedersi se proprio questo punto non ne sia il vero obiettivo: ribadire che cosa e’ oggi una famiglia in Italia e relegare nella marginalita’ qualunque altra esperienza umana».

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...