Bindi: “Matrimonio? Usate la fantasia”. Patané: “Ora basta”

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Dalla Festa Democratica di Genova, la presidente del Pd consiglia alla comunità lgbt di usare la fantasia per trovare una forma di unione: "il matrimonio è per gli...

2004 0

Una lettera aperta al Partito Democratico sul matrimonio gay per dire "ora basta": serve una legge anche in Italia per le nozze tra persone dello stesso sesso. E’ il messaggio del presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè al maggiore partito del centrosinistra. "Caro Partito Democratico, per bocca di Rosy Bindi ci inviti a usare la fantasia per sposarci. Ti assicuriamo che di fantasia ne abbiamo investita, e pure molta, per aggirare gli insidiosi ostacoli all’eguaglianza in questo paese – scrive Patané -. E tra questi c’è il vostro ‘no’ a una legge che permetta finalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso e che garantisca piena dignità agli affetti di migliaia di cittadini e garantire loro pari diritti e doveri".

Ieri, infatti, alla Festa Democratica di Genova, la presidente del Pd ha consigliato alla comunità gay di usare la fantasia per trovare un istituto per le coppie omosessuali. "Perché non vuole che mi sposi" le ha chiesto Valerio Barbini, consigliere nazionale di Arcigay.

"Io ti auguro di fare tutto quello che vuoi nella vita" ma "in questo Paese c’è la Costituzione. Il matrimonio è un istituto che è stato pensato storicamente per gli eterosessuali, potreste avere più fantasia nell’inventarne uno vostro".

"Per sposarci ci siamo trasferiti all’estero, sempre all’estero abbiamo affittato appartamenti per avere residenze utili e coronare il nostro sogno di uguaglianza – continua Patané nella sua lettera -, ci siamo commossi di fronte ai ‘sì’ in festicciole simboliche con celebranti improvvisati, abbiamo scambiato promesse pubbliche di matrimonio e ci siamo umiliati cercato inutilmente di redigere contratti che regolamentassero i nostri amori. Ci siamo persino presentati nei Comuni, e nei Tribunali italiani, a chiedere il matrimonio civile e continuiamo a iscriverci in registri simbolici delle coppie di fatto istituiti in un centinaio di Comuni italiani illuminati".

"Ora basta – chiosa Patané -. Basta gare patologiche a inseguire valori non negoziabili di altri. Basta chiacchiere, documenti, lavori di commissione, tavoli o ordini del giorno interpretabili a fisarmonica. Basta bugie come quella che ripeti ossessivamente e cioè che la Costituzione vieta il matrimonio, una affermazione falsa e smentita da sentenze della Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. Basta rigurgiti di omofobia, basta convulsioni antidemocratiche e basta all’incubo di una propaganda inquinata tra accelerazioni e decelerazioni, aperture e chiusure". "Il tuo ‘no’ al matrimonio per persone dello stesso sesso – prosegue il presidente della maggiore associazione gay d’Italia – è così chiaro, diretto e limpido che non ci lascia nemmeno la fantasia di immaginarti come una forza sinceramente di sinistra, progressista ed europea al Governo del Paese. Chiediamo più democrazia e più libertà e tu rispondi ‘no’. Noi ci misuriamo con la realtà dell’ingiustizia ogni giorno, e la fantasia te la lasciamo volentieri: vogliamo l’eguaglianza. Che cosa avresti detto nell’America dell’apartheid a fronte della rivendicazione di libertà ed eguaglianza delle persone di colore? Dedicatevi ai sogni? Fantasticate? Linguaggio, concetti, azioni, diritti concreti: l’eguaglianza richiede chiarezza e coerenza. Attenzione, la nostra gente combatte da 40 anni e chiedendo pazienza e fantasia tu tiri la corda molto oltre il sopportabile. Vuoi tornare pazientemente al governo tra 40 anni?", conclude la lettera.

Ed è proprio sull’interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale, cui le associazioni spesso fanno riferimento nel rivendicare il diritto al matrimonio, che la Presidente del Pd chiede un confronto.

"Vi propongo un incontro per leggere insieme la sentenza della Corte Costituzionale – ha detto Rosy Bindi ieri sera alla festa del Pd rispondendo alla domanda del presidente dell’Arcigay Torino Marco Giusta a proposito dei matrimoni gay -. Non è possibile avere due interpretazioni così diverse – ha aggiunto – leggiamo la sentenza insieme". "Siamo pronti ad accettare l’invito" ha risposto Giusta.

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