Binetti: Benedino la denuncia al Pd, Arcigay annuncia azioni

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Il membro del tavolo lgbt del Pd ha chiesto che il partito si esprima sull'opportunità delle dichiarazioni dell'onorevole su gay e pedofilia. L'associazione annuncia azioni legali: "Istiga all'odio".

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A poco le sono servite le scuse di sabato scorso con le quali l’onorevole Binetti ha cercato di porre rimedio alle dichiarazioni del giorno prima con le quali affermava che la scelta del vaticano di non ammettere preti gay sarebbe un deterrente contro la pedofilia nella Chiesa. 

"Mi stupisco di chi conoscendo il mio rispetto per la dignità delle persone, abbia potuto fraintendere così vistosamente il mio pensiero – aveva dichiarato all’Ansa la deputata del PD -. Per me non era affatto in discussione la dignità degli omosessuali, anche perché più di una volta in questi anni mi sono soffermata nel sottolineare la mia stima nei loro confronti, in molti casi anche la mia personale e sincera amicizia, riconoscendo loro tutte le qualità umane e professionali, affettive ed organizzative che caratterizzano il loro impegno in tanti e svariati campi". "In ogni caso se per caso qualcosa ha potuto ferire o creare imbarazzo a qualcuno di loro me ne scuso pubblicamente" aveva concluso la rappresentante dei teodem riportando poi l’attenzione sulla questione della lotta alla pedofilia".

Evidentemente queste scuse sono state talmente poco convincenti agliocchi dei rappresentati lgbt del Partito Democratico, nonostante cavalchino l’ormai consolidato trend del ‘fraintendimento’ che Andrea Benedino, componente del tavolo sulle tematiche lgbt del partito di Veltroni, la ha nientemeno denunciata ai vertici del partito stesso. L’accusa è quella di "incompatibilità ai sensi dell’articolo 41 dello statuto e della carta dei valori".

La riunione che dovrà valutare la conformità o la non conformità delle dichiarazioni dell’onorevole con i valori statutari del PD si terrà domani 4 novembre e nonostante la sua non sia una posizione facile al momento, Binetti non desiste e dichiara: "Ho spiegato che tendenze gay fortemente radicate possono portare alla pedofilia. Si può dire? O è omofobia? Voglio avere il diritto di parlare e di pensare. Attendo con ansia la decisione della commissione martedì. Facciamo chiarezza una volta per tutte: se esprimere il proprio pensiero è reato di omofobia o se invece nel Pd si tende a perseguire il reato di opinione".

E anche Arcigay minaccia denunce: "Intendiamo promuovere un’estesa e approfondita azione legale nei confronti della campionessa dell’omofobia italiana, perché ritieniamo che i suoi continui e devastanti interventi favoriscano la diffusione di un clima d’odio nei confronti della visibilità e della dignità delle persone omosessuali" scrive in una nota Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione.

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