Blair chiede a tutti i leader religiosi di accettare i gay

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L'invito che l'ex premier britannico, divenuto cattolico, rivolge anche a Benedetto XVI è di interpretare i testi sacri metaforicamente. Questo, a suo avviso, porterebbe ad accettare l'omosessualità.

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Forse non tutti sanno che l’ex premier britannico Tony Blair si è convertito al cattolicesimo alla fine del 2007 sposando così la stessa fede di moglie e figli, cattolici da sempre.

In un’intervista rilasciata al magazine "Attitude" l’ex leader laburista ha dichiarato che è sua intenzione sollecitare le figure di riferimento di tutte le religioni del mondo perché adottino una interpretazione metaforica dei testi sacri e non letterale. A suoi avviso, con il tempo, questo porterebbe tutte le fedi ad accettare l’omosessualità.

Dalle dichiarazioni rilasciate ad "Attitude" sembrerebbe che l’ex inquilino di Downing Street si sia avvicinato alle fasce più liberali della Chiesa cattolica. Ma perché tutto questo interesse per le religioni, vi chiederete? E’ solo foga da neoconvertito?No.

Da quando non è più premier britannico, Blair presiede una fondazione che promuove il dialogo tra le varie confessioni ed è fautore di quella che chiama la "rivoluzione silenziosa del pensiero". "Ci sono molte e grandi cose che la Chiesa cattolica fa, e ci sono molte fantastiche cose per le quali il Papa si batte – ha dichiarato Blair -, ma penso che quello che sia interessante è che se andiamo in qualsiasi Chiesa cattolica, in modo particolare quelle molto frequentate, e si fa un sondaggio, si rimarrà sorpresi di come le persone abbiano una mentalità liberale", ovvero più al passo con i tempi rispetto alle gerarchie vaticane. "Ciò che la gente spesso dimentica, per esempio – ha continuato l’ex premier -, è che l’intera ragion d’essere di Gesù o anche del profeta Maometto, fosse il cambiamento del modo di pensare tradizionale della gente".

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