Bloomberg: “Nozze gay priorità numero uno per New York”

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Così il sindaco di Nyc ha dichiarato a una platea di elettori gay, annunciando di avere chiesto maggiore impegno anche a senatori e deputati. E sabato Obama parla...

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Una priorità assoluta. Anzi, la priorità numero uno. Così il sindaco di New York Michael Bloomberg ha definito la legislazione sulle nozze gay parlando ad un pubblico di potenziali elettori omosessuali. Il primo cittadino ha anche riferito di avere incontrato alcuni componenti del Senato comunicando le sue intenzioni rispetto alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e chiedendo loro lo stesso impegno.
Ecco cos’ha dichiarato Bloomberg, stando all’autorevole magazine statunitense "The Advocate": "Proprio oggi ho parlato con Dean Skelos, capo dei Repubblicani, e John Sampson, a capo dei democratici nel Senato e gli ho ripetuto ‘Questa è la nostra priorità numero 1‘. Entrambi mi hanno promesso che sarà così e che si mobiliteranno per questo durante i loro incontri tra partiti. Così, forse, stiamo facendo qualche progresso".

Bloomberg è in piena campagna elettorale per le elezioni del prossimo novembre e continuando a parlare delle unioni gay ha dichiarato che bisognerà impegnarsi sempre di più per raggiungere l’obiettivo dell’equiparazione delle norme sul matrimonio anche tra gay e lesbiche.
Il candidato democratico alla poltrona più importante di NYC Thomas K. Duane, che è anche senatore, dichiaratamente gay e, naturalmente, promotore della legge che equipari unioni gay a unioni etero, ha risposto alle dichiarazioni di Bloomberg chiedendo cosa avese fatto finora di concreto per favorire l’iter della legge.
Normali querelle pre elettorali, insomma, tra candidati che pensano valga la pena contendersi il voto degli elettori omosessuali puntando sui temi a loro cari.

Intanto, il New York Times diffonde la notizia secondo la quale Barack Obama parlerà davanti alla platea della Human Rights Campaign, una della maggiori sostenitrici dei diritti degli omosessuali in America. Prima di lui, solo Bill Clinton aveva pronunciato un discorso davanti a questa associazione. Stando alle fonti del quotidian newyorkese, durante l’intervento previsto per sabato prossimo, il Presidente si limiterà a rilanciare le promesse fatte in camagna elettorale. In questo momento, a tenere banco tra gli argomenti cari alla comunità lgbt, c’è l’annosa questione del Don’t Ask Don’t Tell militare, ancora in vigore nonostante le garanzie di abolizione e la pubblica abiura di Clinton che era presidente quando quel provvedimento entrò in vigore.
Nei giorni scorsi, i senatori democratici, per mano del loro leader Harry Reid, hanno inviato una missiva alla Casa BIanca chiedendo di cambiare la tanto nota quanto odiata norma al più presto.

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