Bologna, Cassero: “Guazzaloca ci vuole invisibili”

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Blitz di un nutrito gruppo di militanti gay e lesbiche dentro l’Infobox di Piazza Re Enzo dove le scritte “Centro gay e lesbico” sono state sovrapposte a quelle...

BOLOGNA – Blitz di un nutrito gruppo di militanti gay e lesbiche dentro l’Infobox di Piazza Re Enzo. Stamattina alle 12 alcune scritte informative adesive (“Centro gay e lesbico”) sono state sovrapposte a quelle relative allo spazio della ex Salara. Intanto fuori gay e lesbiche esponevano cartelli con slogan come “Tra tante bufale una cosa vera. Il Cassero c’è”
L’insolita protesta nasce dall’atteggiamento tenuto dal sindaco Guazzaloca nei confronti del Cassero: prima il trasferimento da Porta Saragozza alla nuova sede – un’operazione concordata col circolo che reclamava da anni spazi più adeguati – poi il sistematico oscuramento della nuova realtà. La prima sorpresa si è avuta la primavera dello scorso anno, quando l’obelisco piantato di fronte agli spazi della Manifattura delle Arti non indicava l’utilizzo della Salara, a differenza di tutti gli altri contenitori dell’area. L’inaugurazione dell’Infobox è stata per i gay bolognesi un’altra spiacevole sorpresa: la Salara era indicata con la generica dicitura “spazi espositivi e didattici”. La goccia finale si è avuta in questi giorni, con la distribuzione di migliaia di opuscoli de “la Tua Bologna” in cui non una parola era dedicata alla presenza del Gay & Lesbian Center alla Salara.
“La comunità gay e lesbica costituisce una parte sociale rilevante di questa città – ha commentato Samuele Cavadini, presidente del Cassero – Non è accettabile che si tenti di rendere istituzionalmente invisibile la nostra presenza in città”.

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