Bologna, la Curia manda Manif Pour Tous contro il sindaco

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Dal settimanale della Curia l'organizzazione omofoba attacca la trascrizione dei matrimoni

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Che la cosa avrebbe suscitato reazioni era, forse, prevedibile. Ed ecco che pochi giorni dopo l’annuncio della decisione di Virginio Merola di registrare negli atti comunali i matrimoni gay contratti all’estero, la Curia bolognese si fa avanti per porre il suo veto. E lo fa per bocca di Filippo Savarese, locale portavoce di Manif Pour Tous che lancia il suo anatema dalle pagine di Bologna Sette, settimanale dell’arcidicesi bolognese.

“La scelta infelice del sindaco Merola – scrive Savarese – (merita) la più ferma e risoluta opposizione di chi vuole preservare i diritti della famiglia, e con essi, il bene comune”.

Savarese è più preoccupato per gli effetti simbolici, giudicati addirittura “deleteri”, che per quelli reali che ritiene “pressoché nulli”.

“Oggi si chiede di rimuovere il requisito della diversità sessuale – scrive Savarese -, domani si chiederà di rimuovere, ampliandolo, quello del numero dei coniugi”.

“Annacquare e alterare il matrimonio significa manomettere l’intero sistema di protezione e promozione della famiglia”, prosegue l’editoriale, e “smettere di riconoscere nell’unione tra uomo e donna il paradigma della intera esperienza umana è il sintomo di una depressione culturale gravemente autolesionista, che non ha assolutamente nulla a che vedere con il pur dovuto rispetto delle scelte di vita delle persone, dei loro affetti e dei loro sentimenti”.

E infine, sferra un attacco anche al ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, che è attualmente in discussione in Commissione giustizia al Senato.

“La nuova frontiera del progresso – scrive il portavoce di Manif Pour Tous – sarebbe ora negare che ogni figlio ha naturalmente bisogno e diritto di crescere con un papà e una mamma, perché insistere sulla diversità sessuale sarebbe oramai una prova di una mentalità retrograda e omofoba. Purtroppo sulla scia di queste stesse falsità va a collocarsi il disegno di legge sulle unioni civili in esame al Parlamento: prevede infatti la diretta applicazione della disciplina matrimoniale alle coppie di conviventi dello stesso sesso con tanto di adozione di minori (mascherata)”.

Una condanna che Franco Grillini, presidente di GayNet, definisce “scontatissima” anche se “meno scontato invece che a farlo sul giornale dei vescovi sia il caporione di Manif Pour Tous Italia, organizzazione omofoba d’importazione francese, che promuove anche in Italia manifestazioni antigay con la scusa di ‘proteggere la famiglia’ dalla legislazione che vuole promuovere i diritti degli esclusi come le coppie omosessuali”.

Grillini si rivolge direttamente alla Curia a cui chiede di smetterla “di interferire così pesantemente sull’Amministrazione Comunale che non fa altro che favorire la coesione sociale e familiare”. Oppure, conclude “se vuole liberamente continuare a sparare a zero, rinunci agli enormi finanziamenti con danaro di tutti da parte di quegli enti pubblici che critica così pesantemente”.

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