Bolzano: “I manifesti di Arcigay sono offensivi e volgari”

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Un consigliere comunale e un assessore hanno chiesto che venissero rimossi i poster affissi per la città, parte della campagna dell'associazione contro l'Aids. D'accordo GayLib. Arcigay si scusa.

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Quel manifesto ad alcuni non è proprio piaciuto. E non, dicono, per il messaggio che vuole mandare, ma per il linguaggio che usa. Il caso è scoppiato a Bolzano, dove il comune ha autorizzato l’affissione di un manifesto che fa parte della campagna di Arcigay contro l’Aids e di cui è testimonial Mr. Gay Italia 2008.

"Condivisibile nello spirito ma non nei toni, offensivi e volgari" hanno dichiarato, nel loro appello a rimuovere i manifesti, il consigliere comunale del Pdl Maria Teresa Tomada e l’assessore dell’Udc Silvano Baratta. "La campagna di Arcigay contempla una quindicina di poster differenti, quasi tutti meno espliciti e volgari – specifica la signora Tomada -; chissà perchè è stato scelto questo. Credo di essere tutto tranne una bacchettona, tant’è vero che in tempi non sospetti ho votato a favore del registro delle unioni civili e ho sempre sostenuto le associazioni che si occupano di lotta all’Aids: la salute è un bene da tutelare sempre e comunque. Ma da qui ad affiggere turpiloquio e volgarità espicite ce ne corre! Bene sarebbe fare queste campagne nei luoghi adatti (discoteche, bar ecc.) frequentati da ragazzi e adulti. Stavolta credo si sia passato il segno. Basta immaginare il bimbetto che esce da scuola e chiede alla mamma: cosa significano quelle scritte?". A quanto pare i manifesti sono stati affissi nei pressi di un plesso scolastico con scuola elementare e un asilo, ed è questo, più che altro, ad avere scatenato le polemiche.

D’accordo con il consigliere comunale e con l’assessore si è detto anche Enrico Oliari presidente di GayLib che con un comunicato stampa dichiara: "Sono profondamente deluso da quel manifesto di Arcigay affisso presso le scuole di via Montecassino a Bolzano: noi omosessuali dobbiamo utilizzare dialettiche costruttive e non creare momenti di scontro". Secondo Oliari, infatti, la frase scritta nel manifesto utilizza un tipo di comunicaizione aggressiva ed offensiva.

“Sicuramente – ha continuato Michele Beozzo, referente regionale dell’Associazione – la causa di tutto questo è da individuarsi in una leggerezza del comune, dal momento che il circolo gay Centaurus ha ricevuto i manifesti da Arcigay nazionale, ma poi li ha portati all’Ufficio affissioni che, con leggerezza, li ha appesi presso la scuola elementare. Mi auguro – ha concluso l’esponente di GayLib – che non si cerchino responsabilità e non vi siano scaricabarili nei confronti dell’associazione gay bolzanina, la quale porta avanti un impegno di indubbia importanza sociale anche cooperando nella prevenzione dell’Aids”.

 

In una nota diffusa in serata, il presidente nazionale dell’associazione Aurelio Mancuso si scusa per l’accaduto. "Ci dispiace per l’episodio accaduto a Bolzano – ha dichiarato Mancuso -, ma si tratta di un errore di esposizione di tipologia di manifesto". Poi spiega cosa è successo: "Arcigay ha promosso una campagna nazionale di prevenzione sull’Aids suddivisa in due aree: una rivolta direttamente alla comunità gay, l’altra pubblica. In quella rivolta alla comunità gay nei luoghi di aggregazione si utilizza volutamente un linguaggio diretto e crudo, determinato dalla necessità di riportare l’attenzione della popolazione omosessuale su una patologia pericolosamente sottovalutata”.

”L’altro pezzo di campagna rispettosa delle sensibilità altrui è stata promossa – conclude Mancuso – con manifesti pubblici affissi in tutta Italia. A Bolzano è evidente che vi sia stato un errore nella consegna dei manifesti da affiggere, di cui pubblicamente ci scusiamo".

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