BRASILE: ORGE GAY IN PARROCCHIA

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Tre sacerdoti uccisi nella stessa chiesa. Giovani seminaristi 'fidanzati' con il parroco. Furti e scambi d'amante. Lo scandalo nella Chiesa brasiliana è enorme. Ma i vertici minimizzano.

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SAN PAOLO – Sembra la trama di un romanzo trash, infarcita di orge gay e truci assassini nell’ambiente di una parrocchia apparentemente tranquilla. Ma è quanto sta scuotendo la Chiesa brasiliana.
Ecco i fatti. Nel 2002, padre Adriano Curado, di 27 anni, viene avvelenato un mese dopo aver assunto l’incarico di parroco di un quartiere della città di Goiania. Dalle indagini risulta subito chiaro che il giovane prete è stato fatto fuori per evitare che facesse chiarezza sul torbido passato del suo predecessore, padre Moacir Bernardino, accusato di aver organizzato orge gay e di essersi appropriato di ingenti fondi della parrocchia per sperperarli in viaggi e spese con il suo amante, un seminarista di 23 anni.
Le indagini incriminano il sessantenne sacerdote, che viene fermato con l’amante, e poi rimesso in libertà fino al giugno scorso, quando Bernardino a sua volta viene ucciso nella sua auto con due colpi di rivoltella al viso. Una nuova inchiesta indica come responsabile per l’esecuzione padre Josè Altino Torres, già sotto inchiesta per aver sparato, senza ucciderlo, al proprio fratello, per questioni di eredità. La settimana scorsa Torres viene ammazzato a sua volta in un albergo a ore, mentre aveva un incontro intimo con una sua amante, una ex-novizia di 44 anni, dal marito della donna.
Una vicenda sordida, con motivazioni ancora oscure, sulla quale l’arcivescovo di Goiania, Washington Cruz, ha decretato il silenzio stampa. Che il vertice della Chiesa locale fosse al corrente delle aberrazioni nella parrocchia Bom Jesus lo ha dimostrato l’inchiesta della polizia, che ha appurato che Curado era stato inviato a sostituire Bernardino per verificare discretamente le voci a sua carico, e in particolare le appropriazioni di fondi, che potrebbero ammontare a cifre ragguardevoli, pari a decine di migliaia di euro.
Il portavoce e procuratore giuridico dell’arcidiocesi di Goiania, Joviano Carneiro, ha però fatto muro di fronte alle accuse: “Per noi, padre Bernardino non era affatto tutto ciò che si dice adesso di lui e rimane una persona molto cara”. Atteggiamento non diverso da quello tenuto dalla Chiesa nel caso di molti preti accusati di pedofilia.

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