Burundi: in 20.000 in piazza contro l’omosessualità

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E' la più grande manifestazione da quando l'attuale presidente ha preso il potere. La Camera ha approvato una pena di due anni di carcere per i gay, ma...

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Nella più grande manifestazione da quando il Presidente Pierre Nkurunziza è salito al potere nel 2005, da 10.000 a 20.000 cittadini del Burundi sono scesi per le strade di Bujumbura per chiedere che il governo criminalizzi l’omosessalità. Sì, avete letto bene. Ma come, direte voi, e il progetto della Francia, a nome dell’UE di chiedere che venga depenalizzata in tutto il mondo? Pare che una grossa fetta della popolazione del Burundi (o quanto meno quella che appoggia la maggioranza della rappresentanza politica) non ne voglia neanche sentir parlare, nonostante il parlamento.

Lo scorso 17 febbraio, i senatori hanno votato una bozza di codice penale che abolisce la pena di morte, ma hanno respinto un emendamento che mette fuori legge l’omosessualità. La camera bassa del parlamento ha adottato gli emendamenti che condannano l’omosessualità con una pena fino a due anni di reclusione. 

La versione del senato, adesso, deve essere rimandata alla camera bassa, ma se non dovesse passare, i due rami del parlamento dovranno formare una commissione che trovi una mediazione prima che il testo venga mandato al presidente per l’approvazione. Il principale partito d’opposizione del paese ha definito le proteste di strada. ‘una grnade manipolazione dell’opinione pubblica e una mossa demagogica’, come ha dichiarato il suo portavoce Pncrace Cimpaye all’agenzia di stampa AFP. Gli attivisti per i diritti dei gay hanno bollato la manifestazione come una mossa propagandistica del rinato Nkurunziza che mira alla rielezione il prossimo anno.

Il portavoce del partito di governo, Jeremie Ngendakumana ha dichiarato: "Il CNDD-FDD sta manifestando per supportare il pensireo della maggior parte dei cittadini del Burundi che pensano che l’omosessualità debba essere punita per legge. L’omosessualità è un peccato. E’ una cultura importata per danneggiare la nostra morale ed è praticata da gente immorale. Se amiamo il nostro paese, se amiamo la nostra cultura, dobbiamo mettere al bando questa pratica che porterà solo disgrazie e sventura sul nostro popolo".

Se qualcuno aveva ancora bisogno di conferme, questa è la dimostrazione che ha ragione la Francia: serve una posizione ufficiale e condivisa dell’Onu sui diritti umani delle persone lgbt.

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