Bus Ateo: la campagna sbarca in Italia, a partire da Genova

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Un'associazione atea inglese lanciò l'idea lo scorso ottobre e adesso è una camaogna mondiale. In Usa, Australia, Uk, Spagna e, da febbraio, anche in Italia il messaggio ateo...

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La campagna era partita da un’associazione atea inglese, la British Humanist Association, e Gay.it ne aveva parlato. Adesso è diventata mondiale, coinvolgendo il trasporto pubblico statunitense, australiano (subendo, però uno stop a causa delle polemiche suscitate), ma anche spagnolo e italiano. Dal 4 febbraio, infatti, il messaggio "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", campeggerà sugli autobus di Genova dove l’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) ha deciso di iniziare la sua personale campagna, aderendo a quella internazionale denominata, non a caso, Bus Ateo

"E’ una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei" ha spiegato a Repubblica Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar -. Dopo le polemiche sul gay pride di Genova (manifestazione alla quale l’Uaar è sempre stata presente, ndr), reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l’Uaar ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio. E di fare pubblicità all’incredulità". E’ chiaro che i promotori della campagna si aspettano delle reazioni da parte del Vaticano, ma sperano comunque che non si arrivi al punto di bloccare l’iniziativa.

 

In fondo, il presidente dell’Uaar ha spiegato che l’intenzione non è certo quella di zittire la Chiesa che "ha e deve continuare ad avere libertà di parola. Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è ". Insomma, un modo come un altro per conquistarsi un po’ di visibilità. E considerata quella, enorme, che di solito hanno le posizioni vaticane, secondo l’Uaar si tratta, appunto, solo di par condicio. Non ci resta che aspettare il 4 febbraio per vedere se gli autobus genovesi porteranno o no l’ormai famoso slogan sulle fiancate.

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