Bush ferma il patto anti-gay

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Nella giornata di ieri il presidente americano stava per portare a termine un patto con l'Esercito di Salvezza per tutelare le norme discriminatorie nei confronti degli omosessuali.

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L’opposizione dei democratici ha convinto la Casa Bianca a desistere dal tentativo di stipulare con la massima organizzazione di volontariato religioso, l’Esercito della Salvezza, un accordo che avrebbe sancito forrti discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

Ieri è stato rivelato che l’amministrazione Bush stava lavorando con l’Esercito della Salvezza per agevolare i gruppi religiosi finanziati dal governo nel praticare discriminazioni verso i lavoratori gay, che avrebbero dovuto essere esclusi almeno dai benefici previsti da alcune disposizioni cittadine o dei singoli stati. Lo si leggeva in un documento interno dell’Esercito della Salvezza di cui il Washington Post a sua volta aveva rivelato il contenuto.

Nel documento la Casa Bianca avrebbe fatto una rigida consegna all’Esercito della Salvezza perché emanasse un ordinamento interno che discriminasse gli omosessuali. In cambio, l’associazione di beneficienza avrebbe ricevuto maggiori contributi governativi destinati alle opere di carità a carattere religioso.

La cosa, però, ha suscitato le ferme proteste dei leader democratici, che hanno minacciato Bush di compromettere definitivamente tutta l’iniziativa della sua amministrazione in materia di organizzazioni religiose.

Ieri sera, infatti, dopo le ammissioni della mattinata e le bufere scatenate dai demoratici, la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che «non proseguirà la regolazione [dell’Ufficio dell’impego e del budget] proposta dall’Esercito della Salvezza e riportata oggi».

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