Buttiglione su famiglie gay: Europa non conta su questi temi

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Mentre la Chiesa Valdese plaude al pronunciamento sulle famiglie gay del Parlamento europeo, il presidente dell'Udc precisa che su questo tema l'Europa non conta nulla.

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Il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione interviene sul pronunciamento che ieri il Parlamento europeo ha dato in tema di famiglia. L’assemblea plenaria  ha infatti stabilito che è inammissibile che alcuni governi "mettano in atto definizioni restrittive della definizione di ‘famiglia’ allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini". Gli stati quindi dovrebbero legiferare tenendo conto anche delle famiglie composte da persone dello stesso sesso.

"Gli ammonimenti del Parlamento europeo in questa materia – ha detto Buttiglione – valgono quanto ciascuno di noi ritiene che debbano valere. Nel caso degli italiani i pronunciamenti dell’Europarlamento sul diritto di famiglia valgono molto poco. Sbaglia il Parlamento europeo a pronunciarsi ideologicamente su questi temi per altro con una maggioranza molto risicata, scelta che certo non contribuisce al prestigio di questa importante istituzione. Ma ancora di più sbagliano i suoi corifei italiani che per strumentalizzazione o ignoranza vogliono dare l’impressione che Strasburgo possa legiferare su questi temi, o anzi che l’abbia già fatto. Non è così".

Al contrario di Buttiglione, la Chiesa Valdese ha invece accolto con favore quanto stabilito dalle istituzioni europee. Giuseppe Platone, pastore della chiesa valdese di Milano, che celebrò nel tempio di Milano la prima benedizione di una coppia omosessuale dopo l’approvazione di un rispettivo ordine del giorno da parte del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste nel 2010, ha detto che "Serve un solo matrimonio per tutti con gli stessi diritti e doveri. Il matrimonio non è, per noi, un atto sacro, è semplicemente un negozio giuridico che prevede diritti e doveri nel costruire un rapporto di solidarietà, reciproco e responsabile. Per un credente questo negozio, questo ‘patto’, è una vocazione che Dio rivolge alla persona umana nella condizione naturale in cui è stata creata". Concludendo con una punta di amarezza, Platone aggiunge: "In una società omofoba come la nostra, dopo secoli di culto della ‘sacra famiglia’, puntare all’ottenimento di un trattamento uguale per tutti a livello di contratto matrimoniale, è un’ardua corsa ad ostacoli".

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