Calcio. Il Ct a Kawaguchi: sei gay non giochi

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Yoshikatsu Kawaguchi, portiere titolare del Giappone fino a poco prima del Mondiale, sarebbe stato messo da parte dal ct Troussier perché era convinto che il giocatore fosse omosessuale.

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TOKYO – In un mondo come quello del calcio dove un certo tipo di diversità rimane un tabù, al punto che sembra vietato anche solo parlarne, c’è chi esce allo scoperto per denunciare una presunta discriminazione tanto ingiusta quanto immotivata. È Yoshikatsu Kawaguchi, portiere titolare del Giappone fino a poco prima del Mondiale, poi messo da parte dal ct Troussier con l’avvicinarsi della rassegna iridata. Il motivo dell’esclusione? Il ct si era convinto che il suo giocatore fosse omosessuale.

A sostenerlo è lo stesso Kawaguchi, che gioca in Inghilterra nel Portsmouth e che nel dicembre scorso è stato in procinto di passare al Perugia, prima che gli umbri puntassero sul colombiano Cordoba. Lo fa in un lungo-articolo confessione scritto dallo stesso n.1 del Giappone e pubblicato dal settimanale Skukan Bunshun e poi ripreso con grande evidenza da alcuni quotidiani della sera giapponesi, come il Gendai Yukan.

"Troussier mi ha escluso dopo la penultima amichevole – dice Kawaguchi, titolare del Giappone a Francia ’98, ma dirottato in panchina a beneficio del n. 12 Narazaki nel Mondiale casalingo – quella persa per 3-0 contro la Norvegia. Da allora il tecnico è sempre stato molto teso, e ha cominciato a comportarsi male nei miei confronti, arrivando ad insultarmi. Poi un giorno, durante un allenamento davanti a tutti mi ha chiesto se davvero ero gay. Ho capito che non avrei avuto più speranze di giocare".

"Il giorno prima – continua Kawaguchi – mi aveva chiamato ‘scimmia’ perchè avevo fatto una parata a suo dire inutile". "Ero intervenuto su un tiro che sarebbe finito fuori – continua Kawaguchi – e sul quale secondo lui non avrei dovuto ‘saltare’ come un macaco".

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