Camera approva involontariamente norma pro gay, poi si pente

di

I deputati approvano una norma che permetterebbe alle coppie gay di aggirare il divieto di adottare i bambini. Ma quando se ne accorgono ci ripensano e rimettono in...

1424 0

Avevano approvato una norma che consente alla madre che ha "prestato" il suo utero di disconoscere il figlio. Poi, però, i deputati della Commissione affari sociali della Camera si sono pentiti quando hanno capito che le coppie gay avrebbero potuto usarla per avere bambini e hanno deciso di rimettere tutto in discussione. Un vero pasticcio che avrebbe concesso alle coppie gay il diritto ad essere genitori. In che modo?

Il caso di scuola di cui si è parlato oggi in Commissione è quello di una coppia gay nella quale uno dei due uomini si mette d’accordo con una donna per procreare un bimbo con tecniche artificiali. Al momento del parto la madre disconoscerebbe il figlio, ma non il padre che dunque lo prenderebbe con sé a pieno diritto, aggirando, per così dire, la norma che vieta l’adozione di bambini da parte delle coppie gay. Naturalmente occorre che uno dei componenti della presunta coppia sia anche sterile, il che restringe la casistica. Ma la preoccupazione per i deputati è quella di aprire un varco.

La commissione Affari sociali aspetta il parere della commissione Giustizia che martedì ha avviato il dibattito: la relatrice Anna Rossomando (Pd) ha invitato ad "aprire un dibattito approfondito" su questa norma che "non appare del tutto omogenea al testo e alla ratio complessiva del provvedimento" che contiene misure che vogliono garantire l’anonimato della madre che non intende riconoscere il figlio al momento del parto. Anche il presidente della commissione Giustizia, Giulia Buongiorno, si è detta d’accordo con la sollecitazione di Rossomando.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...