Campana: “Unioni civili a un passo dall’approvazione”

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La relatrice Micaela Campana ne è certa. "Non deve tornare in Senato, altrimenti è a rischio"

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Siamo sempre più vicini alla definitiva e tanto agognata approvazione del ddl sulle unioni civili. A confermarlo, dopo le dichiarazioni di Renzi da noi riportate, la relatrice alla Camera Micaela Campana, che avevamo già ascoltato poco prima dell’inizio delle discussioni alla Camera e nel pieno dei dibattiti: “Ormai siamo davvero a pochi passi dal traguardo. Abbiamo lasciato a tutte le forze che vogliono discutere il tempo per farlo; sono stati accettati tutti gli emendamenti, anche tutti quelli che riguardano temi che non sono più nel testo di legge come l’adozione del figlio del partner. C’è stata sempre la volontà di discutere e confrontarsi, ma con una posizione chiara del Partito Democratico”. Degli 889 emendamenti presentati infatti (qui un riassunto sintetico, per chi se lo fosse perso), avevamo già ricordato la scorsa settimana che ne erano stati respinti prontamente 523.

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La priorità ora è quella di procedere spediti: si sta valutando la possibilità, come auspicato dalla presidente Donatella Ferranti, di effettuare delle sedute straordinarie notturne per arrivare prima possibile in Aula. “Bisogna arrivare a un’approvazione definitiva senza dover far tornare il testo in Senato con un clima complicato e numeri in bilico, perché significherebbe mettere a rischio il testo della legge“, spiega la relatrice.

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Non si può rischiare di dover riformulare la legge o di ripartire da capo. Ribadisce la Campana che “per noi è un buon testo e rappresenta una legge importante, perché siamo uno dei pochi paesi europei a scontare un ritardo trentennale e pensiamo che l’Italia debba fare un passo in avanti non più sulla strada della discriminazione. Questa è una legge che non riguarda solo una parte degli italiani ma il concetto stesso di democrazia e uguaglianza del Paese, e che riguarderà anche le generazioni future. È il riconoscimento alla dignità della vita delle persone come singole e come coppie. Su questo tema spesso la discussione si involve in ideologie di fondo, ma quando si parla di dignità delle persone non si può parlare di dignità a corrente alternata: o c’è o non c’è“.

 

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