“I campi di concentramento gay ci riportano al nazismo”: Matteo Renzi, le reazioni della politica e un’interrogazione parlamentare

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Le parole di condanna sono chiare ma mancano alcune voci eccellenti, come quella del Papa o del Presidente della Repubblica che ieri stringeva la mano a Putin

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Sono arrivate nella serata di ieri le reazioni della politica italiana alla notizia dei campi di concentramento per omosessuali in Cecenia insieme ad una petizione di Amnesty International ed una interrogazione parlamentare co-firmata da Monica Cirinnà.

L’ex-premier Matteo Renzi affida le sue parole a Facebook dove afferma che “I campi di concentramento per gay ci riportano al nazismo: tutti dobbiamo far sentire la nostra protesta, il nostro sdegno”

Anche Paola Concia parla di tuffo nel passato, mentre Monica Cirinnà chiede una presa di posizione forte da parte dell’Italia e lo fa insieme ai colleghi del PD Lo Giudice e Manconi con un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Esteri: “Vanno messe in campo tutte le iniziative necessarie per chiarire i fatti e intraprendere azioni adeguate, a partire dalla richiesta al governo russo di avviare un’inchiesta e dall’invio di osservatori internazionali in Cecenia. La repubblica autonoma cecena fa parte della federazione russa e applica anch’essa le tristemente famose leggi contro la ‘propaganda omosessuale tra i minori’ approvate dalla Duma tre anni fa. Una escalation di questo tipo mette in serio pericolo la condizione dello stato di diritto nella Russia di Putin

Una seconda interrogazione parlamentare è stata depositata ieri alla Camera da Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri e dai deputati democratici Alessandro Zan e Elena Carnevali chiedendo che “i governi facciano sentire la propria voce per assicurare il rispetto dei diritti umani in Cecenia”.

La notizia dei campi di concentramento è arrivata in concomitanza con la visita in Russia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un’occasione mancata per prendere posizione sulla vicenda come auspicato da Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra Italiana-Possibile e vicepresidente della commissione Esteri di Montecitorio e da Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay: “In occasione della visita istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Russia, vogliamo richiamare l’attenzione del Capo dello Stato alle notizie che da ormai diversi giorni giungono dalla Cecenia, dove un centinaio di persone omosessuali sarebbero state rastrellate, detenute, torturate e in alcuni casi addirittura uccise per il loro orientamento sessuale (…) La violazione dei diritti umani e i crimini che Putin esibisce o giustifica dentro e fuori dai suoi confini sono un punto ineludibile e in nessun modo trascurabile: auspichiamo che lo siano anche nella visita del Presidente della Repubblica Italiana in Russia

Amnesty International Italia ha lanciato una petizione indirizzata al capo dello Stato che in poche ore ha quasi raggiunto le 10.000 firme necessarie; nella petizione viene chiesto di svolgere indagini tempestive ed efficaci sui rapimenti e gli omicidi in Cecenia, nonchè di prendere tutte le misure necessarie per assicurare la sicurezza di ogni individuo a rischio in Cecenia. La petizione di Amnesty sottolinea anche l’odiosa tradizione degli “omicidi d’onore” con Kheda Saratova, membro del Consiglio dei Diritti Umani sotto il Governo della Cecenia, che afferma come la società cecena e “l’intero sistema di giustizia” ceceno avrebbero trattato “con comprensione” chiunque avesse ucciso un parente omosessuale

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