Canada: il matrimonio gay non si tocca

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Il parlamento canadese ha messo fine a larga maggioranza alle speculazioni di chi sperava che la legge sui matrimoni omosessuali fosse cancellata.

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OTTAWA – Giovedì scorso il Parlamento del Canada ha cestinato a larghissima maggioranza la mozione proposta dal partito conservatore di rimettere in discussione la legge che consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Era stato uno dei punti sui quali il nuovo primo ministro Stephen Harper aveva fatto leva per prendere i voti dei canadesi piu’ reazionari che, votandolo, hanno interrotto il governo liberale del paese che durava ormai da quasi tredici anni. Anni nel corso dei quali le Corti Supreme della maggior parte delle provincie e territori avevano emesso sentenze a favore dei pari diritti civili delle coppie omosessuali. Lo hanno fatto con argomenti di buon senso e in logica applicazione di quel principio di non discriminazione tra cittadini che è tra i punti fondamentali di ogni Costituzione democratica degna di questo nome (quella italiana compresa, sebbene su questi punto ancora disattesa). Il matrimonio omosessuale è stato legalizzato in tutto il paese con il “Civil marriage act” o “Loi sur le mariage civil”, in vigore dal 20 luglio 2005.
Ad oggi in Canada oltre 12.000 coppie gay e lesbiche hanno celebrato il loro matrimonio e rimettere mano alla legge avrebbe creato degli enormi problemi anche dal punto di vista legale. Nonostante questo la “Defend Marriage Alliance” (l’alleanza per la difesa del matrimonio), che riunisce le lobby del fondamentalismo religioso e i movimenti della destra conservatrice, ha cercato in tutti i modi di fare in modo che il paese tornasse sui propri passi e il pari trattamento tra coppie etero e omosessuali venisse revocato. La Camera dei deputati ha respinto, con 175 voti contrari e 123 a favore, tale prospettiva e dopo il voto lo stesso Harper ha dichiarato: «non vedo in futuro una riapertura della discussione sulla questione.» Vista l’aria che tira in queste settimane nel nostro paese è confortante che per lo meno in Canada non abbiano avuto successo i tentativi di relegare le persone omosessuali a un livello inferiore di cittadinanza per via del loro orientamento sessuale. (Roberto Taddeucci)

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