CARO GOVERNO, ADEGUATI!

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La Cgil distribuisce ventimila cartoline da inviare al Consiglio dei Ministri perché recepisca, entro la scadenza del 10 aprile, la direttiva europea contro le discriminazioni sul lavoro. Ma...

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ROMA – «Diverso orientamento sessuale uguali diritti sul posto di lavoro». E’ questo lo slogan della campagna nazionale lanciata da CGIL, Arci, Gruppo Abele, Comunità di San Benedetto al Porto e Società Laica e Plurale per fare pressione sul Governo circa l’attuazione della Direttiva 2000/78/CE. Approvata nel Novembre del 2000 dalla Comunità Europea, tale direttiva mira a stabilire un quadro generale per la lotta alle discriminazioni fondate sulla religione, le convinzioni personali, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale, in materia di occupazione e condizioni di lavoro, al fine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parità di trattamento.
Sono state stampate e distribuite ventimila cartoline con lo slogan che contraddistingue la campagna nazionale; è possibile scrivere un messaggio e spedire la cartolina direttamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per dare un contributo all’approvazione della Direttiva.
Dell’iniziativa si è parlato nel corso di un dibattito organizzato dal Gruppo GayRoma.it, che si è svolto a Roma giovedì 20 marzo presso l’associazione culturale Matisse. Si è discusso con Alessandro Cardente – Ufficio Nuovi Diritti Roma e Lazio, Mauro Cioffari – Responsabile di Gay Roma.it e con l’On. Titti De Simone – Prc (la quale è intervenuta solo telefonicamente, a causa di impegni dovuti alla delicata situazione internazionale), del perché il Governo italiano non abbia ancora provveduto all’attuazione della Direttiva e non abbia neppure reso noto un testo base su cui poter lavorare e ci sarà da lavorare molto se consideriamo che la Direttiva non comprende affatto l’Identità di Genere.
La scadenza per l’approvazione della Direttiva era prevista per il 2 Dicembre, ma il Governo ha una delega per l’attuazione tramite Decreto Legislativo entro e non oltre il 10 Aprile.
Qualcosa si sta muovendo; il 12 Marzo scorso, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo che recepisce la Direttiva Europea ma certo non in modo esaustivo e addirittura senza neanche diffondere un testo base su cui potersi confrontare, ma almeno un passo avanti è stato fatto e c’è già chi ringrazia come il Presidente dell’ Arcigay Nazionale Sergio Lo Giudice.
Telefonicamente, l’On. Titti De Simone, autrice di un’ interpellanza parlamentare presentata nella seduta del 12 Febbraio 2003 rivolta alla Ministra per le Pari Opportunità Prestigiacomo, ragguaglia i presenti sulla possibilità di vedere un testo scritto nel corso della prossima settimana, ma solo con la garanzia di non diffonderlo in nessun caso: insomma si tratta ancora di colloqui ufficiosi più che ufficiali.
Lunga la lista degli invitati al dibattito: Società Laica e Plurale, Cgil Fiom, Cgil Nidil, Spi CGIL, Giovani Comunisti, Arcilesbica, Arcigay, Arcitrans, Circolo Mario Mieli, DìGayProject, Rete Evangelica Fede e Omosessualità, Gruppo gay credenti “Nuova Proposta”, Archivio “Massimo Consoli”, Queering Sapienza, Transgender International ma alcune assenze importanti, una fra tutte il DìGayProject di Imma Battaglia, hanno certo ristretto il campo di discussione.
Gli interventi hanno focalizzato una difficile realtà lavorativa, una totale frattura e inadeguatezza tra concetto di flessibilità sul campo del lavoro e le nuove forme contrattuali emergenti che destabilizzano e penalizzano le nuove generazioni, che come sottolinea Rossana Praitano, Vice Presidente del Circolo Mario Mieli e bancaria di professione: «Un giovane con un contratto Co.Co.Co. non potrà mai venire da me e chiedermi un mutuo per la casa, ma credo che non potrà mai neanche permettersi il lusso di comprare una macchina.»
Roberto D’Andrea della Nidil-Cgil, specifica subito ai presenti che l’acronimo Nidil sta per Nuove Identità Di Lavoro ed è un ramo della Cgil creato cinque anni fa per garantire diritti a tutti quei lavoratori che in realtà non ne hanno e che sono di diversa tipologia: «sono lavoratori interinali, due milioni e mezzo di persone, perlopiù giovani. Cifre che dovrebbero preoccupare tutti, soprattutto perché questi lavoratori sono fuori da questa Direttiva Europea e fuori anche dall’Estensione dell’Art. 18».
Tanta la carne al fuoco e l’appuntamento per continuare a parlare dell’approvazione della Direttiva, magari stavolta avendo anche un testo tra le mani, è per il 25 Marzo, alle ore 10,00 a Vicolo Valdina, 3 a Roma presso la Camera, per fare il punto della situazione.

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di Monica Giovannoni

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