Caro Parlamento… il Micro Pride ti chiama, batti un colpo!

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4° fiaccolata rainbow per la capitale, sempre più "intima" ma anche più sentita, emozionata ed emozionante, con un movimento che non vuole smettere di sognare...

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00/250 persone. Il Micro Pride romano settimana dopo settimana diventa sempre più "micro", perdendo partecipanti per strada ma al tempo stesso acquistando sicurezza.

Dopo il boom del Campidoglio e il primo crollo di partecipanti a Piazza Navona, l’appuntamento con Montecitorio e il Parlamento italiano assumeva una rilevanza non solo politica ma anche simbolica.

L’arrivo della fiaccolata a pochi metri da quella famosa ‘stanza dei bottoni’, dove anche i nostri diritti vengono ogni giorno presi in esame, portava automaticamente il livello di protesta ad uno stato successivo, mediaticamente decisamente d’impatto.

Il richiamo non è stato però dei più imponenti, facendo chiedere ai più che fine avessero fatto quei 3000 partecipanti che solo due venerdì fa sfilavano per i fori imperiali, orgogliosi e illuminati dalle proprie candele.

A far dimenticare gli assenti ci hanno pensato però i presenti, felici di esserci e di esporre il proprio pensiero a pochi passi da Montecitorio, con un iniziale, educato e pacato "caro Parlamento…".

In tanti hanno preso spontaneamente e democraticamente parola, esprimendo le proprie perplessità, i propri sogni, le proprie ambizioni e la propria rabbia, dinanzi ad un paese che non riesce proprio a scrollarsi di dosso il volere Vaticano.

Uno per uno, microfono alla mano e alla luce delle candele, in molti hanno voluto leggere la propria ‘letterina’ al Parlamento, spesso commuovendo e raccogliendo un fiume d’applausi.

Toccante ed estremamente attuale, da questo punto di vista, la storia di Luca, militare appena rientrato dal Kosovo. A sole 24 ore dalla strage che ha colpito i nostri soldati n Afghanistan, Luca si è coraggiosamente chiesto cosa capiterebbe a lui, omosessuale spesso deriso dai compagni di caserma, se morisse in guerra. Verrebbe comunque celebrato come un eroe?

Domande legittime, seguite da proposte, richieste, appelli, confessioni, speranze, sogni. Ancora una volta i gay della capitale hanno deciso di ritrovarsi in piazza per farsi sentire, per alzare la voce. Non una piazza qualunque ma "La Piazza". Una piazza in cui alle ore 23, dopo due ore di sit-in, è ripiombato il silenzio. Quello stesso silenzio causato da chi non c’era, preferendo andare chissà dove invece che scendere in strada per rivendicare i propri diritti, a pochi metri da chi quegli stessi diritti può negarceli per sempre o finalmente concederceli.

Il prossimo appuntamento non sarà più un "micro pride" ma una fiaccolata nazionale, con tutte le associazioni glbt in testa. Il 24 settembre sfileranno a lume di candela anche il Sindaco, il Presidente della Regione e quello della Provincia. Tutta la città è chiamata a raccolta, per dire no ad ogni forma di intolleranza e di razzismo, omofobia ovviamente compresa. Tutta la città, senza se e senza ma.

 

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