Caserta Pride, associazioni cattoliche chiedono stop del corteo

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Il ridicolo appello a questore e presidente della regione. Atti volgari, osceni, vilipendio di religione, esposizione di minori a scene disgustose, lesione della pubblica moralità. Attaccata una presunta...

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Alcune associazioni cattoliche di Caserta avrebbero chiesto lo stop del corteo del Pride che si svolge domani, sabato 25 giugno nella città campana. Le associazioni – secondo il sito noicaserta.it – si sono rivolte al questore, ai vescovi, al presidente della regione Campania De Luca, al presidente della Provincia di Caserta Di Costanzo, ai vescovi e al cardinale Sepe, chiedendo di impedire la marcia dell’orgoglio LGBTQI perché temono “esternazioni di atti volgari, osceni o anche di vilipendio della religione, laddove oltretutto è palese un concreto rischio di esposizione dei minori a scene in non pochi casi davvero disgustose e comunque tali da ledere le pubblica moralità, se non addirittura costituire in qualche caso fatto penalmente rilevante“.
Le associazioni chiedono di vietare il corteo per timore che “possa essere violato l’ordine pubblico o la moralità pubblica“.

Firmatarie della richiesta sono: Comitato Difendiamo i Nostri Figli sez. Caserta, Alleanza Cattolica sez. provinciale di Caserta, Movimento e Centro per la Vita “Santa Gianna Beretta Molla”, Piedimontese Matese, Associazione N° 194, Associazione Giuristi per la Vita, Fondazione Cenacolo di Maria.

Nell’appello inviato alle autorità pubbliche e ai vertici clericali, le associazioni cattoliche si chiedono inoltre se “la presenza dell’assessore Stefano Giaquinto alla conferenza stampa promossa dall’associazionismo gay e tenutasi nella Sala della Giunta provinciale, sia cosciente di assumersi la responsabilità di una scelta di campo così pericolosa, patrocinando una manifestazione espressione della teoria del gender finanziata dalle lobby omosessualiste, e perciò schierandosi esplicitamente contro le famiglie e i bambini casertani“. Infine, in un impeto di fede consolatoria dal gusto sadico dell’espiazione per colpe altrui, le stesse associazioni chiedono ai parroci di organizzare preghiere di riparazione.

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