Catania Pride, in 10 mila per l’ultimo Pride

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10 mila partecipanti per la mnifestazione che chiude il ciclo di Gay Pride locali in Italia. La questura: siete tre mila. Bersaglio preferito il ministro Mara Carfagna.

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Oltre Madrid, Londra, Budapest e Dehli, anche Catania è scesa in piazza col suo Gay Pride, il più a Sud del Paese.  Dopo Roma, Milano, Biella e Bologna è toccato quindi alla città etnea ospitare la manifestazione che chiude la stagione tradizionalmente dedicata ai cortei arcobaleno. Con la partecipazione di 10 mila persone salgono a mezzo milione i gay, le lesbiche, i transgender italiani che hanno deciso di scendere in piazza per chiedere diritti finora negati.

Bersaglio preferito, manco a dirlo, il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, assente dai cortei di tutte le città, come promesso, e affiancata all’immagine disneyana di Crudelia Demon.

«Nonostante la presenza di una maggioranza politica tendenzialmente ostile in Parlamento – ha dichiarato Franco Grillini -, i pride hanno dimostrato una grande vitalità e una capacità di mobilitazione di massa particolarmente preziosa nel momento in cui si vogliono mettere in discussione le conquiste della laicità.»

«Il Pride riparte dal Sud – afferma soddisfatto Riccardo Di Salvo presidente Arcigay di Catania – La città oggi ha riposto in maniera molto positiva, è un corteo splendido e senza polemiche, che vede la partecipazione dei movimenti di tutta Italia».

«Il Pride a Catania è particolarmente importante – dice Vladimir Luxuria – Rappresenta l’ultima tappa di un percorso passato anche per Roma e Bologna e si conclude proprio sul tema della vivibilità della città. Un argomento molto sentito anche al sud, dato che molte coppie sono costrette a emigrare a Madrid o Barcellona.»

In effetti, a Madrid, di italiani ce n’erano parecchi.

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