Cecenia, gli attivisti: “Abbiamo fatto espatriare 60 persone, Italia immobile”

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Il punto della situazione in Cecenia dopo le ultime dichiarazioni omofobe del primo ministro Kadyrov. Il Russian LGBT Network: "Persone LGBT di nuovo sotto attacco".

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Dopo tre mesi dalla denuncia di Novaya Gazeta, in Cecenia la vita dei gay resta in grave pericolo, come dimostra la lista delle vittime pubblicata recentemente dallo stesso giornale.

A pochi giorni dalle ultime farneticanti dichiarazioni del presidente ceceno Ramzan Kadyrov, il Russian LGBT Network, l’associazione che sta aiutando i gay a fuggire dal paese, ha fatto il punto della situazione nella repubblica del Caucaso sull’HuffPost Italia.

“Se all’inizio pensavamo che la persecuzione si fosse fermata, adesso possiamo affermare che persone LGBT sono di nuovo sotto attacco, arrestate e torturate – hanno dichiarato dall’associazione – Abbiamo prove che le autorità cecene stiano minacciando non solo le vittime ma anche i familiari”.

Se rimane cautela sul numero delle vittime, il Russian LGBT Network può offrire dati certi sulle persone fuggite dalla Russia: “Dall’inizio di aprile più di 120 persone hanno chiesto aiuto e 60 sono riusciti a fuggire da questo inferno, 27 hanno trovato asilo all’estero”.

Continua a farci vergognare invece l’immobilismo dell’Italia: “A differenza di altri Stati europei – dicono – il governo italiano non ha mosso un dito per offrire asilo e protezione a chi ha bisogno”.

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