Cecenia, il leader Kadyrov: “I gay non sono persone”

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"Noi non abbiamo gente di questo tipo qui. Non ci sono gay in Cecenia. E se anche ci fossero, li eliminiamo...".

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Razman Kadyrov, attuale presidente reggente della Repubblica cecena, si è espresso in un nuovo attacco contro la comunità LGBT, definendo i gay come “diavoli” e “non-persone”.

Il leader si era già contraddistinto per le sue dichiarazioni shock – “i gay non esistono da noi in Cecenia, è geneticamente impossibile che un ceceno possa essere gay” – per l’introduzione della Sharia e ovviamente per aver detenuto e fatto uccidere degli omosessuali negli scorsi mesi.

In un’intervista concessa a Hbo, in cui gli si chiedeva conto della repressione nei confronti dei gay ceceni, Kadyrov prima ha cercato di intimidire l’interlocutore rivolgendosi ai suoi collaboratori presenti in studio: “Ma questo qui [il giornalista] cosa è venuto a fare? Ma che domande sono?“. Poi incalzato ha replicato: “È una domanda senza senso. Noi non abbiamo gente di questo tipo qui. Non ci sono gay in Cecenia. E se anche ci fossero, li eliminiamo, li mandiamo in Canada“.

Poi ha continuato: “Allah è grande! Portateli via da noi, in modo tale che non li si abbia a casa nostra. Per purificare il nostro sangue, se ce ne sono, prendeteveli!”. Il presidente ceceno ha concluso ammettendo:I gay sono dei demoni. Si tratta di gente che si vende. Sono delle non-persone. Dovranno rispondere al Signore per questo“.

L’intervista al presidente della Cecenia segue di pochi giorni le nuove drammatiche rivelazione del giornale Novaja Gazeta sulle persecuzioni messe in atto contro la comunità LGBT nella repubblica nord caucasica. Il 10 luglio il giornale ha rilanciato le accuse già fatte nel reportage dello scorso aprile, questa volta fornendo nomi delle vittime e dettagli raccapriccianti: “Secondo i documenti in nostro possesso in questo momento sappiamo con certezza che 27 cittadini gay sono stati uccisi ma il conto purtroppo potrebbe arrivare a 56. Queste persone sono state arrestate in momenti diversi (il 9,10,21,24 gennaio) ma la data di morte è una sola, la notte tra il 25 e il 26 gennaio“.

Il giornale ha pubblicato l’elenco – nome, cognome, patronimico e data di nascita – delle vittime. Sono tutti giovani e giovanissimi ceceni maschi: un trentunenne il più adulto, solo ventenne il più giovane.

 

FONTE: Il manifesto

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