L’orrore della Cecenia continua, l’appello delle associazioni LGBT: “Non abbiamo più notizie di due dei sopravvissuti”

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L'allarme lanciato da Russian LGBT Network: "Ci servono soldi per far evacuare gli omosessuali dal Paese".

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Non si spengono i riflettori su quanto sta succedendo in Cecenia: nelle ultime ore il Russian LGBT Network ha lanciato l’allarme sul proprio sito facendo sapere che che due delle 30 persone che hanno contattato l’associazione no-profit in ricerca di aiuto non danno più notizia di sé da alcuni giorni.

La notizia dei campi di concentramento in Cecenia ha fatto il giro del mondo e sollevato non poca indignazione sia nel mondo della politica che nelle associazioni che si occupano di diritti LGBT; sono nate anche diverse petizioni di cui una, lanciata sulla piattaforma internazionale Avaaz, ha già raggiunto 1 milione di firme.

Nei giorni seguenti alla conferma dell’arresto di oltre 100 uomini in molti si sono mobilitati per offrire aiuto e sostegno a tutti gli omosessuali ceceni: il problema infatti risiede soprattuto nel controllo dei telefonini e dei social network, principale strumento di accusa per i comportamenti “contro la morale” e motivo di incarcerazione. Tra questi il più attivo è il Russian LGBT Network che ora pubblica sul proprio sito un preoccupante comunicato stampa.

Un momento della manifestazione a Milano la scorsa settimana

“Fino ad oggi circa 60 persone ci hanno contattato, alcune di queste persone sono ancora in zona e hanno bisogno di un’evacuazione urgente, mentre altri sono riusciti a trasferirsi ma hanno comunque bisogno di ulteriore assistenza. Più di 30 persone hanno già ottenuto le prime informazioni e supporto logistico da parte nostra. Tra coloro che ci hanno chiesto aiuto, ci sono 2 vittime delle persecuzioni, con cui abbiamo improvvisamente perso i contatti per ragioni sconosciute. Presumiamo che alcuni abbiano deciso di ritardare la loro decisione di abbandonare la regione, ma purtroppo non possiamo escludere la possibilità che sia accaduto qualcosa di più sconvolgente”.

Il comunicato prosegue spiegando come verranno utilizzati i soldi raccolti dalle varie organizzazioni internazionali che si sono mobilitate in queste settimane:

“Sappiamo che tante persone e organizzazioni in tutto il mondo stanno raccogliendo fondi per sostenere il nostro lavoro nell’evacuazione delle persone provenienti dalla Cecenia e lo apprezziamo molto. Questi soldi saranno destinati al trasporto, all’alloggio, ai beni di prima necessità, al supporto medico e psicologico, nonché alla preparazione dei documenti necessari per andarsene. Per la maggior parte dei sopravvissuti è molto pericoloso soggiornare in Russia, per questo stiamo preparando la loro evacuazione dal paese”.

È possibile fare delle donazioni a Russian LGBT Network tramite il loro sito o tramite la raccolta fondi organizzata da All Out.

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