Cecina (LI) approvato registro per unioni di fatto

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Ancora un altro Comune italiano istituisce il Registro per le unioni di fatto, mentre a livello nazionale c’è totale mancanza di legislazione in materia.

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CECINA – Il comune di Cecina, cittadina in provincia di Livorno, ha approvato con larga maggioranza un ordine del giorno promosso dai DS Democratici di Sinistra per l’istituzione di un Registro per le Unioni Civili, aperto alle coppie sia etero che omosessuali, dunque senza discriminazioni di accesso derivanti dall’orientamento sessuale. Con i DS hanno votato a favore i Comunisti Italiani, lo SDI, Rifondazione Comunista e una locale lista civica. Si è astenuto il consigliere della Margherita mentre hanno votato contro AN e Forza Italia.

Lia Burgalassi, esponente della maggioranza DS, ha detto che si è trattato di un passo logico: “Dopo l’approvazione da parte della Regione Toscana del nuovo statuto, dove all’articolo 4 si indicano fra le finalità principali “la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio e il riconoscimento delle altre forme di convivenza” anche il Comune di Cecina doveva dotarsi di uno strumento per il riconoscimento delle coppie legate dai soli vincoli affettivi. L’istituzione del Registro delle Unioni civili costituisce un atto politico in attesa che a livello nazionale si arrivi all’effettivo riconoscimento legale delle coppie di fatto. Non si tratta certo di mettere in discussione il principio costituzionale che riconosce la famiglia fondata sul matrimonio, né si voglio introdurre nel nostro sistema altre forme di matrimonio che nella società italiana non verrebbero comprese. Vogliamo però, che nel principio del rispetto diritti umani, e nella non discriminazione sessuale sia stabilito un riconoscimento e una tutela per tutte le coppie, etero od omosessuali.”

Samuele Lippi, assessore alla Qualità della Vita del comune toscano, ha dichiarato a Gay.it: “Con le altre amministrazioni che a livello locale hanno preso iniziative analoghe si vuol dare un segnale dal basso, chiedendo a livello nazionale una legislazione che parifichi i diritti di tutti. La legislazione attuale non solo non parifica i diritti ma discrimina apertamente, andando evidentemente contro lo spirito costituzionale della parità tra tutti i cittadini. Il caso del nostro concittadino Roberto Taddeucci è un caso emblematico in questo senso, gli si impedisce la vita in comune col suo compagno, Doug McCall, che non è cittadino europeo. È una questione di civiltà a 360 gradi e che riguarda anche altre realtà affettive e che oggi come oggi non sono tutelate in nessuna maniera. Si tratta dunque di un provvedimento che guarda ai diritti di tutti i cittadini, con particolare riferimento ovviamente agli omosessuali e che potrebbero trarre da questo un primo livello di parificazione oggettiva.”

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