CENSURA AI SITI GAY?

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Dall'America nuovi tentativi di rendere inaccessibili ai minori i siti erotici. Ma la censura ha riflessi preoccupanti per tutti...

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Ci sono pervenute segnalazioni che gay.it è oscurato in alcuni internet point, università e luoghi di lavoro perchè sconveniente, assimilato ai siti pornografici e comunque poco adatto a chi studia o lavora. Segnalateci tutto ciò!

Dall’America arrivano notizie innovative, sia nel bene che nel male. Periodicamente ritorna alla ribalta il problema della sicurezza di Internet. Cosa è giusto o sbagliato, cosa fa male ai giovani? Quali sono i criteri di censura? A qualsiasi navigatore capita prima o poi di imbattersi in un sito pornografico, magari cercando un argomento completamente diverso. Alcuni siti richiedono la carta di credito come prova della compiuta maggiore età e questo impedisce di fatto l’accesso a molti minorenni (non tutti). La maggior parte dei siti però si concede generosamente a chiunque clicchi, offrendo accesso a milioni di pagine e sottopagine, foto e filmati. Per cercare di arginare questa situazione e proteggere i bambini dai contenuti "indecenti" di internet è stato proposto di installare un programma di censura ai terminali delle biblioteche pubbliche. Questo però bloccherebbe automaticamente anche l’accesso a molti siti di informazione GLBT. La American Civil Liberties Union si ribella, convinta che il Children’s Internet Protection Act (CHIPA), la legge in questione, restringerebbe incostituzionalmente la libertà di parola su Internet.

Tra i querelanti rappresentati dalla ACLU ci sono PlanetOut.com e Out in America, entrambe comunità online per gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, e altri siti come Safesex.org e Afraidtoask.com che si occupano di educazione sessuale e salute. Al coro di proteste delle associazioni si uniscono anche voci individuali, come una ragazza lesbica di 15 anni di Portland: malgrado abbia accesso a Internet da casa, ha usato i terminali della biblioteca pubblica per cercare materiale che la aiutasse nella scoperta della sua sessualità e sul modo di parlarne ai suoi genitori e ai suoi amici: se questa legge fosse stata in vigore in quel periodo, per lei sarebbe stato molto più difficile.

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