Censurato “Squillo”, il gioco di Immanuel Casto

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Partita dalla lettera di una senatrice del Terzo Polo, l'iniziativa ha portato alla censura del gioco di carte che "offende la morale e istiga a commetere reati". Casto...

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Offende la morale e istiga a commettere reati. Sono queste le ragioni con cui la senatrice Emanuela Baio (che fa parte del gruppo Api-Fli) ha denunciato durante una seduta del Senato il gioco di carte "Squillo" ideato da Immanuel Casto, chiedendo l’immediato ritiro sia del gioco che dello spot. E a quanto si legge sulla pagina Facebook del gioco, le vendite sono già state sospese "causa Censura". Nei giorni scorsi, la senatrice aveva annunciato l’invio di una lettera al Presidente del Senato perché la "indirizzi al presidente Monti, al Ministro dell’interno, dal quale dipende la Polizia postale, e al Ministro delle pari opportunità". Il Presidente del Senato, alla fine dell’intervento, ha consigliato all asenatricce di presentare un’interrogazione parlamentare. "Lo chiediamo – ha detto la senatrice per spiegare le sue ragioni – perché incita alla mercificazione del corpo femminile, parla di vendita di organi umani, incita all’uso di eroina e di antidepressivi e (mi vergogno a dirlo, ma lo faccio solo per far capire l’orrore che è sui nostri siti web e che potrebbe entrare nelle nostre case) a pratiche sessuali disumane (dei roditori si cibano di parti intime femminili). Non dobbiamo consentire ciò".

"Ma non è solo per una questione morale, che chiediamo di ritirare questo gioco di carte – continua Baio -. La nostra richiesta è legata anche al fatto che individuiamo delle fattispecie di reato, perché sostanzialmente si istiga allo sfruttamento e all’induzione alla prostituzione e si incita all’omicidio, alla vendita di organi e all’uso di eroina: fattispecie, queste, tutte previste, ovviamente e fortunatamente, dal nostro codice penale. Oltretutto, non c’è alcun limite all’accesso dei minori.

Ma veniamo al gioco. "Squillo è un’opera artistica e un gioco di satira sociale destinato ad un pubblico adulto. Gli autori condannano ogni forma di violenza e di abuso". Questo è ilmessaggio che si legge non appena si accede al sito del gioco, dove si dice, esplicitamente, che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Tema del gioco è lo sfruttamento della prostituzione in cui i giocatori sono gli sfruttatori che gestiscono le prostitute e scelgono di far fare loro diverse cose a seconda della strategia del gioco: dallo spaccio di droga fino alla vendita di organi passando per la mastoplastica e il gerbilling. Sopra le righe? Probabilmente. Provocatorio? Certamente. Ma è questo l’intento dichiarato di Immanuel Casto che si è difeso, invano, dall’attacco della senatrice dalla sua pagina Facebook, invitando i suoi numerosi fan ad inviare alla senatrice Baio una lettera.

"Squillo è un gioco di satira che si muove su di un piano di finzione – recita il testo proposto dal cantante -. Non a caso sono state scelte delle illustrazioni. Il che non significa minimamente dare un’approvazione morale ai contenuti del gioco (ammesso che un gioco davvero necessiti di un approvazione morale). Ma fare una parodia di una società grottesca dove la mercificazione del corpo femminile raggiunge il suo apice in prodotti di massa come i cinepanettoni e fa di argomenti come la prostituzione o scandali sessuali la principale forma di intrattenimento giornalistico". Una parodia un po’ troppo forte, forse, ma pur sempre una parodia, per di più destinata ad un pubblico adulto ed acquistabile solo online.

"Inoltre in Italia sono presenti e venduti a minorenni (cosa che i produttori di Squillo non fanno) – continua Casto – videogiochi con contenuti molto più espliciti e violenti di quelli proposti da Squillo. Mi lascia quanto meno perplesso che non sia stato nemmeno interpellato l’autore del gioco, come ci si aspetterebbe da uno Stato di Diritto. Mi permetto infine di farle notare che l’Italia ha dei problemi reali che meriterebbero la vostra attenzione, pagata con i soldi pubblici, attualmente dedicata, a quanto parte, ai giochi di carte".

Questo non è bastato a far desistere la senatrice dai suoi intenti censori, data la sospensione delle vendite, ma Casto,  si dice "sinceramente dispiaciuto" che le associazioni femministe si siano sentite offese dal suo gioco. Intanto, ha già annunciato per il 2013 due estensioni del gioco: "Bordello d’oriente" e "Marchettari sprovveduti".

Qui di seguito, lo spot del gioco.

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