CHI SONO LE COPPIE GAY?

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Istruzioni per una felice unione dall'esperto Luca Pietrantoni.

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Molti di voi già conoscono Luca Pietrantoni, uno dei nostri esperti on-line. Luca infatti, già da mesi risponde alle domande dei lettori di Gay.it sui problemi della coppia (chi volesse interrogarlo, nell’occasione può compilare il form). Noi abbiamo voluto approfondire l’argomento, un po’ prendendo come pretesto il recente San Valentino, un po’ perché Pietrantoni si occupa del primo progetto di studio delle coppie gay e lesbiche dell’Università Italiana.

"All’Università di Parma adesso si sta creando con la cattedra di Psicologia Sociale e Psicologia della Famiglia, un progetto di ricerca che si interessa solo delle nuove famiglie, cioè le famiglie non tradizionali. Per la prima volta l’Università in Italia si occupa di questi argomenti. Ci sono più di cinque persone coinvolte in questo progetto, l’insegnante di Psicologia della Famiglia, io, il prof. Daugelli che è supervisore dell’Università della Pennsylvania e poi due ricercatrici."

Di cosa si tratta, Luca?

Si tratta della prima ricerca più estesa che si tiene in Italia sulle relazioni gay e lesbiche, in cui il termine "relazione" include vari aspetti: capire gli stili relazionali, non solo i comportamenti, quindi capire quanto stanno insieme i gay, che tipo di relazione hanno, ma anche le convinzioni, cioè gli aspetti psicologici, cosa pensano delle loro relazioni, che tipo di idee hanno, la rappresentazione mentale degli omosessuali sulle loro relazioni future o presenti.

E avete pensato di raccogliere dati attraverso un questionario…

Sì, si è pensato di fare un questionario on-line, anche sulla base del grande successo di Gay.it: il computer è ora uno strumento accessibile per raggiungere molti gay, uno strumento che per i ricercatori ha anche il vantaggio di raggiungere una popolazione più difficilmente raggiungibili, che più difficilmente è disposta a rispondere a un questionario. Fino ad ora hanno già risposto più di 200 persone. Chi volesse partecipare, può farlo collegandosi al sito http://160.78.55.150.

E’ appena trascorso San Valentino, e gli interventi raccolti su Gay.it evidenziano che le coppie stabili gay sono sempre di più. E’ una tendenza diffusa?

Penso di sì. Qualche decennio fa, il contesto sociale era così oppressivo che era quasi impossibile per una persona omosessuale ricercare, costruire e mantenere una relazione significativa con una persona dello stesso sesso. Non solo i tuoi genitori non ti regalavano la lavatrice per la nuova casa, ma rischiavi l’ostracismo sociale. La parola "il mio compagno" nella bocca di un uomo o "la mia fidanzata" nella bocca di una donna sembravano assurde e impronunciabili.

Oggi la maggior parte dei paesi europei ha leggi che tutelano le coppie dello stesso sesso, che indicano come le relazioni gay e lesbiche sono equamente degne di essere riconosciute, pur nella loro diversità. All’interno della comunità gay, sono sempre più comuni le ritualità volte a valorizzare e celebrare i propri legami affettivi.

In fine dei conti, tutto ciò è comprensibile. Essere "gay" significa avere relazioni, provare e sperimentare e in alcuni casi mantenere attrazioni, innamoramenti, passioni. Il legame con una persona rappresenta il bisogno di un luogo dove l’affetto è garantito, l’apprezzamento dell’intimità quotidiana con un altro/a insieme al desiderio di stabilità, ad una progettualità futura.

Quali sono le "esigenze" di una coppia gay? O meglio condizioni nelle quali è più facile che una coppia gay assuma il carattere di stabilità?

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continua in seconda paginaQuali sono le "esigenze" di una coppia gay? O meglio condizioni nelle quali è più facile che una coppia gay assuma il carattere di stabilità?

La relazione continuativa ti porta necessariamente ad una maggiore visibilità come omosessuale. Puoi nascondere ai tuoi genitori o al tuo compagno di stanza l’avventura di una notte ma ti risulta difficile continuare per un anno a celare agli altri la frequentazione della stessa persona (passioni e tormenti inclusi).

Le qualità della relazione è legata alle condizioni esterne, anche se certo non dipende solo da quelle.

Prendiamo un caso che ho seguito. Un ragazzo gay, di fronte ai colleghi di lavoro omofobici, parlava del proprio ragazzo come se fosse "una ragazza" e poi litigava furente con il ragazzo perché gli stava troppo vicino fisicamente al supermercato temendo che eventuali colleghi potessero vederlo.

Alla fine, incapace di gestire queste difficoltà sociali, si è lasciato con il ragazzo. La labilità delle relazioni è spesso l’esito di inesperienza e dell’incapacità della coppia a gestire la propria visibilità e posizione sociale dentro e fuori il proprio gruppo: uno si sente in imbarazzo a pronunciare frasi affettuose in pubblico e l’altro invece pensa che sia opportuno farlo; un ragazzo propone al suo partner di andare ad una festa gay e l’altro non vuole avere niente a che fare con l’ambiente gay perché lo considera "ghettizzante".

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