CI PENSERANNO LORO…

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Si insedia la Commissione sui diritti gay alle Pari Opportunità. Dure proteste di Arcigay: nel gruppo, c'è un solo omosessuale dichiarato. E un cattolico che ha definito il...

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ROMA – «Questa Commissione non ci rappresenta». E’ durissimo il giudizio di Arcigay nazionale sul Gruppo di studio sui diritti di gay e lesbiche "Sessualità, discriminazioni ed integrazione sociale" che si è insediato oggi presso il Ministero per le Pari Opportunità. Atteso da mesi, il gruppo che si dovrebbe occupare delle politiche antidiscriminatorie per gay, lesbiche e transessuali, è stato creato senza il contributo delle associazioni gay, e tra i suoi membri conta solo un gay dichiarato.

«A differenza di molti altri paesi europei – afferma il presidente nazionale Sergio Lo Giudice in una lettera aperta indirizzata al Ministro Stefania Prestigiacomo – in cui le istituzioni dello Stato posseggono al loro interno le strutture e le competenze per affrontare la questione delle pari opportunità per gay, lesbiche e transessuali, in Italia queste sono nate e cresciute quasi esclusivamente in seno alle organizzazioni non governative che la comunità glbt ha espresso. Tagliarle fuori da un coinvolgimento attivo significa sprecare un patrimonio di conoscenze, idee, proposte».

In merito alla composizione della Commissione (unico gay coinvolto, l’on. Franco Grillini), la lettera aggiunge: «Affidare ad un gruppo in cui la presenza omosessuale è ridotta a semplice testimonianza l’elaborazione di riflessioni e proposte costituisce un disconoscimento di chi da decenni lavora in Italia su questi temi. Inoltre la presenza di una sola donna nel gruppo comprime un punto di vista di genere, esclude il punto di vista lesbico e rende monca la composizione della commissione».

Il gruppo di studio, segue una tradizione iniziata dalla ministro Laura Balbo nel 1998, quando fondò la Commissione "Diritti e Libertà" presieduta da Franco Grillini: dal ’99 al 2001 l’Ufficio e la Commissione hanno svolto una significativa funzione di interfaccia fra il Governo e la comunità gay e lesbica. Nell’aprile del 2000 Laura Balbo ha lasciato la guida del Ministero all’on. Katia Bellillo, che ha proseguito nel solco del suo predecessore. Con le elezioni politiche e la costituzione del governo Berlusconi, nel giugno 2001 la guida del Ministero per le Pari Opportunità passava nelle mani del Ministro Stefania Prestigiacomo.

Anche a seguito delle sollecitazioni provenienti dalla comunità gay lesbica e transessuale, il Ministero, nei mesi scorsi ha reso noto che il 18 gennaio 2002, presso il Dipartimento per le Pari opportunità era stato istituito un Gruppo di studio denominato "Sessualità, discriminazioni ed integrazione sociale", che avrebbe dovuto proseguire il lavoro della precedente Commissione. Tuttavia, il decreto di costituzione del gruppo è rimasto senza conseguenze per otto mesi, finché è giunta la notizia della convocazione, per l’8 ottobre del 2002.

I componenti della Commissione, designati con decreto del 16 settembre, sono: Fernando Aiuti, infettivologo, Università la Sapienza di Roma, Giuseppe Ippolito, immunologo, direttore scientifico Istituto "Spallanzani" di Roma, Nicola Paparella, docente di pedagogia sperimentale Università di Lecce, Eugenia Scabini, docente di psicologia sociale della Famiglia all’Università Cattolica di Milano, Franco Grillini (DS) e Fabrizio Cicchitto (Forza Italia). Una composizione che lascia spaziono a molti dubbi: riguardo Nicola Paparella, preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Lecce e direttore del settimanale della Chiesa leccese "L’Ora del Salento", Lo Giudice, oltre ad esprimere «perplessità sulla presenza così ampia di un punto di vista ecclesiale nella commissione», segnala che «non è facile pensare di confrontarsi con chi, meno di un mese fa, ha condannato senza mezzi termini sul suo giornale il prossimo Gay Pride di Bari come segno della "volontà perversa di ostentare la propria diversità sino ad assumere comportamenti che si collocano al di fuori della quotidiana normalità"».

Arcigay ha espresso perplessità anche sui motivi dell’inserimento di Aiuti, designato Presidente del gruppo di studio, e dell’infettivologo Giovanni Ippolito, «due luminari della lotta all’AIDS – li definisce Lo Giudice -, voci autorevoli ed importanti compagni di strada". Ma, prosegue il presidente dell’Arcigay "esiste già una Consulta nazionale AIDS, di cui Arcigay fa parte. Riaffermare la centralità della questione Aids in un gruppo di lavoro sull’orientamento sessuale, significa riaprire un elemento di confusione sul concetto di "categorie a rischio" che non ci piace».

Infine, l’Arcigay ricorda al Ministro che entro il febbraio del 2003 dovrà essere resa attuativa la direttiva 78/2000 del Consiglio dell’Unione Europea, che impegna gli Stati a combattere qualsiasi discriminazione diretta o indiretta basata sull’orientamento sessuale.

«In questi anni – conclude Lo Giudice – sono state prodotte esperienze, riflessioni, proposte. Queste, oggi, rischiano di essere disperse e l’Italia si accinge ad arrivare impreparata all’appuntamento del 2003».

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