Cina, chiusa ai malati, la conferenza sull’Aids

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Il Paese ha aperto la prima conferenza internazionale sull'Aids e il virus dell'Hiv tra le accuse di discriminazione contro i malati: accesso all'incontro negato per sette contagiati.

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PECHINO – La Cina apre la la sua prima conferenza nazionale sull’Aids e l’Hiv tra le accuse di discriminazione contro i malati colpiti dal virus. Un gruppo di sette persone, risultate positive al test sull’Aids, che viaggiavano da Dongguan, nel centro di Henan verso la capitale, Pechino, ha raccontato alla Bbc di essere stato escluso dalla conferenza.

Una di loro, Zhao Yong, ha detto che è stato proprio un gran peccato che non sia stato loro concesso di partecipare all’incontro. Anche perchè tutti i componenti del gruppo erano stati infettati in seguito a una donazione di sangue infetto riciclato in modo illegale. Il direttore esecutivo del Programma per la lotta all’Aids delle Nazioni Unite, Peter Piot, ha detto alla Bbc che la conferenza era un chiaro segnale dalle autorità cinesi che ci sarebbe stata maggiore apertura nel trattare il tema dell’Hiv.

L’incontro, che coinvolgeva 2.000 delegati e un centinaio di giornalisti, era un punto di non ritorno. Ma, additando l’impegno preso verso coloro ai quali è stato rifiutato di entrare, Piot ha detto: "Non c’è tradizione in Cina di coinvolgere gli uomini e le donne comuni, della strada, e farli parlare dei problemi".

Le autorità avevano detto agli inizi dell’anno che ci sarebbero stati intorno ai 50.000 casi di cintagiati dall’Hiv, il virus che porta l’Aids, attraverso le trasfusioni di sangue. In alcuni Paesi, il 65% della popolazione è stata infettata in questo modo. Zhao Yong ha detto: "Volevamo essere presenti ma non siamo riusciti a ottenere un invito. E’ davvero un peccato che non abbiate potuto fare niente per noi. Qualche volta il governo non ha neanche voluto parlarci".

Durante la conferenza, un uomo infettato dall’Hiv ha raccontato ai delegati della sensazione di isolamento provata e della disperazione quando ha scoperto la sua malattia. Alla fine del discorso, l’uomo è stato applaudito a lungo per il coraggio dimostrato. Il ministro per la Salute Zhang Wenkang ha detto che 600.000 cittadini cinesi sono stati colpiti dall’Aids. Gli esperti internazionali dicono che il governo ha sempre sottostimato le cifre reali del fenomeno. Si pensa che oltre un milione di abitanti soltanto nella provincia di Henan sia stato contagiato vendendo il proprio sangue ai commercianti di sangue durante il 1990.

di Nadir notizie

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