Cinema: i cowboys gay di Warhol

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A Milano una rassegna del cinema di avanguardia, che si apre con tre film di Andy Warhol dal sapore tipicamente gay.

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Esiste ancora il cinema d’avanguardia? E che relazioni ha con le origini del movimento che tanta nuova linfa ha portato nella creazione cinematografica? Questi alcuni degli interrogativi che hanno spinto la Generazione Media, in collaborazione con l’Associazione Pandora, Light Cone e UnDo.Net, a organizzare la rassegna Expanded 2001, in cui tre classici del cinema d’avanguardia si alterneranno con tre opere di autori più giovani, per definire un probabile persorso di una delle correnti più sfuggevoli del cinema.

La rassegna si svolgerà a Milano, presso l’Auditorium San Carlo, ogni mercoledì a partire da oggi. Il primo appuntamento, quello odierno, punta l’obiettivo su un autore cult, per molti aspetti, Andy Warhol, del quale vengono presentate tre opere: «Kiss» (1963), «My Hustler» (1965) e «Lonesome Cowboys» (1969). Warhol ha un rapporto molto originale col cinema d’avanguardia: non intende rivoluzionarne le tecniche né creare universi visionari, ma si concentra a risprodurre la realtà come essa è, cercando di ridurre al minimo l’intervento dell’autore. Così la prima delle pellicole proposte, «Kiss», riproduce un’ora di baci tra vari personaggi vicini alla Factory di Warhol, in cui ne succedevano di tutte i colori. La seconda pellicola, «My Hustler, la mia marchetta» ritrae un fine settimana di un giovane prostituto ingaggiato da un intellettuale intristito, mentre «Lonesome Cowboys» ironizza sull’universo machista dei Ranch del Far West, immaginando una combriccola di bovari gay e sceriffi travestiti.

EXPANDED 2001 (Andy Warhol), Auditorium San Carlo, corso Matteotti 14, Milano, ore 20, tel. 02.78.23.89, ingresso lire 7 mila più tessera

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