Città del Messico: riconosciute le coppie gay e lesbiche

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Il Distretto federale della capitale del Messico ha, per la prima volta, approvato una normativa che estende diritti e protezione anche alle coppie dello stesso sesso. Proteste del...

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CITTA’ DEL MESSICO – La capitale messicana ha compiuta un passo storico nel processo di equiparazione dei diritti tra cittadini eterosessuali e omosessuali: ieri l’Assemblea Legislativa del Distretto Federale della capitale (ALDF) ha approvato con 43 voti favorevoli e 17 contrari una normativa che prevede il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso. Si tratta di una novità assoluta per la nazione centroamericana: l’assemblea municipale controllata dalla sinistra e competente per oltre 8 milioni di persone ha approvato il provvedimento mentre fuori dal municipio erano in corso una manifestazione di protesta sostenuta dai movimenti conservatori e filo religiosi e una di supporto delle associazione GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) e di difesa dei diritti umani. Uno dei sostenitori della legge, Víctor Hugo Círigo, esponente del Partido de la Revolución Democrática (PRD), ha detto che «una delle principali virtù di questa legge è che costituisce un enorme passo in avanti nella lotta contro la discriminazione.»

Il voto di ieri influirà certamente anche nel dibattito parlamentare verso le Unioni Civili che dovrebbe venire discusso nel prossimo anno. David Sanchez, uno tra i rari politici messicani gay dichiarati, ha commentato che «Queste riforme causeranno un effetto a catena che nessuno potrà fermare.» La norma messa in atto dall’ALDF si rifà al modello francese dei PaCS, i patti civili di solidarietà, e viene studiata anche nel vicino stato settentrionale di Coahuila, al confine con il Texas. Ai conviventi anche omosessuali vengono riconosciuti diritti su proprietà, pensioni, eredità e anche sulla crescita dei figli. La norma è stata approvata tra le furenti critiche della gerarchia della Chiesa locale, in grado di esercitare un forte potere d’influenza sui 107 milioni di messicani, il 90% dei quali si dichiarano cattolici. Nel mondo solo il Brasile ne conta un numero superiore e anche il Brasile già riconosce le coppie gay e lesbiche, avendo introdotto già dal 2000 la normativa riguardante le coppie stabili conviventi. L’Italia è il terzo paese cattolico al mondo e, come noto, da questo punto di vista ancora arretratissimo, tra i fanalini di coda d’Europa. (Roberto Taddeucci)

Nella foto un’immagine del Gay Pride 2006 di Città del Messico, tenutosi il 17 giugno.

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