Clamore sui gay credenti padovani

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La notizia dell'esistenza di un gruppo di credenti gay nella diocesi di Padova fa scalpore su tutti i giornali nazionali.

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Nonostante la discrezione con cui si è tentato di riportare la notizia, il caso è scoppiato, e alcuni giornali titolano addirittura «La Chiesa apre ai gay». La notizia del gruppo Emanuele, che raccoglie una cinquantina di omosessuali credenti in una parrocchia della periferia di Padova con il benestare del Vescovo, è stata ripresa anche dalla stampa nazionale, che vede in questa iniziativa un forte segnale in contro-tendenza rispetto alle posizioni ufficiali della chiesa cattolica.

Alcuni interventi sono molto favorevoli all’iniziativa, come quello dell’attore Leo Gullotta, che, reduce da una serata con le mamme di omosessuali realizzata giovedì al Recycle di Milano, è stato intervistato dalla Stampa: l’attore, gay e credente, che confessa di aver subito discriminazioni dal suo parroco quando da piccolo frequentava la Chiesa, ammette che entrerebbe a far parte di un gruppoo come quello, sostenendo che «questa è la vera Chiesa, Cristo accoglieva tutti come fa questo sacerdote, immune dai diktat di Ratzinger e dai suoi argomenti dell’altro secolo».

Il direttore del giornale diocesano che ha rivelato la notizia, Don Cesare Contarini, difende sul Mattino di Padova la discrezione con cui il suo giornale ha trattato il caso: «Scrivere di cristiani omosessuali non è stato un colpo di testa nè un azzardo teologico: le persone intervistate e i giornalisti che hanno firmato non hanno certo contestato o minimizzato l’insegnamento della chiesa. Il gruppo di gay credenti è stato "raccontato" con rispetto, senza esibizionismi (neppure il nome del luogo dove s’incontrano!) e senza evidenziare eventuali "pretese". Le parole – posso testimoniarlo – sono state soppesate, per non ferire nessuno nè urtare alcuna sensibilità».

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