Comandante della Polizia: Congresso poliziotti mi imbarazza

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Non ne vuole sapere il comandante della polizia bolognese del congresso annunciato dall'associazione Polis Aperta. "Se vogliono riunirsi lo facciano pure ma non sotto il nome della polizia".

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«Un meeting a Bologna e’ sconveniente per l’ immagine degli uomini della Polizia di Stato e di tutte le forze dell’ ordine. Io, come uomo dello Stato, mi sento profondamente a disagio per questa iniziativa gay di uomini in divisa. Se voglioni riunirsi lo facciano pure ma non sotto il nome della polizia». A manifestare l’imbarazzo è Franco Segala, comandante della sottosezione della Polizia Stradale Bologna sud di Casalecchio.

Segala, appena saputa la notizia del primo congresso dell’associazione Polis Aperta, che riunisce i gay in divisa, ha preso carta e penna e ha scritto al quotidiano bolognese "Il Resto del Carlino" per manifestare tutto il suo disappunto per l’iniziativa.

«Le associazioni gay sono presenti ovunque nel nostro paese – scrive il comandante – Vadano in quelle già esistenti, ma abbiano rispetto per quei poliziotti che hanno ancora in questa società il valore dello Stato e della famiglia tradizionale. Io spero vivamente che qualcuno fermi questo irrefrenabile delirio che nella nostra società sta assumendo toni imbarazzanti».

Segala precisa di ritenere che «nella nostra democrazia siano normativamente tutelate le varie espressioni sessuali e che l’omosessualità sia ormai una presa di coscienza sociale». E afferma di «comprendere il disagio che in talune circostanze i gay possono incontrare ma ciò – conclude – non giustifica il loro atteggiamento da piazza».

Pensare che il suo lavoro dovrebbe essere anche quello di proteggere gay e lesbiche dall’omofobia. Da brividi.

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