Combattere i gay per unire Occidente e Islam

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E' la proposta di uno dei massimi studiosi di dottrina islamica, presente a Roma per un incontro sul dialogo tra le confessioni e la lotta al terrorismo.

«Possiamo lottare insieme contro ogni materialismo, ogni corruzione, l’omosessualità e i matrimoni omosessuali»: è questa la ricetta per trovare un’intesa e un dialogo tra Occidente e Islam suggerita dallo sheykh Yusuf Al-Qaradawi, decano alla facoltà di Shari’a (Legge divina) in Qatar, e direttore del Centro di ricerche sulla Sunna (Tradizione profetica).

L’affermazione è stata registrata dalla stampa nel corso di un incontro inter-religioso che la Comunità di sant’Egidio ha organizzato nelle vicinanze del Vaticano, e che si conclude oggi. All’incontro hanno partecipato, dopo essersi sottoposti a numerosi controlli anti-terroristici, decine di rappresentanti del mondo cattolico e musulmano, tra cui Al-Qaradawi, considerato elemento chiave per costruire un ponte tra le due civiltà. Egiziano, impegnato da sempre nel movimento islamico (a 9 anni aveva già imparato a memoria tutto il Corano), una formazione nella prestigiosa università di al Azhar, Al-Qaradawi è stato imprigionato ai tempi del re Faruq e nei primi anni del regime di Nasser, e dopo l’esilio si è rifugiato in Qatar.

Al-Qaradawi ha anche affermato «rifiutiamo il terrorismo», e ha proseguito: «Gli estremisti si trovano in tutte le nazioni e tra i seguaci di tutte le religioni. La loro presenza potrebbe essere una reazione contro un eccesso di tipo opposto. Spesso l’estremismo religioso è l’effetto di un estremismo areligioso».

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