Commissione Camera boccia il testo base contro l’omofobia

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La Commissione Giustizia della Camera boccia il testo base della legge contro l'omofobia che estendeva la legge Mancino contro i reati d'odio. Adesso la palla passa, per la...

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I politici italiani non si fanno influenzare dal vento delle elezioni americane e dai referendum pro-gay approvati in tre stati. La Commissione Giustizia della Camera ha bocciato il testo base a prima firma Di Pietro-Palomba della legge contro l’omofobia che prevedeva di estendere la legge Mancino contro i reati d’odio anche a quelli contro l’orientamento sessuale. Il testo adesso passerà al voto dell’aula dove difficilmente si riuscirà a torvare un accordo nonostante le buone intenzioni dei politici ogni qualcolta si parli di attacchi omofobi. A votare contro il testo sono stati Pdl, Lega e Udc con l’eccezione di Mara Carfagna e Lorenzo Ria.

"La battaglia del Pd e dell’Idv – ha detto la parlamentare del PD Anna Paola Concia – ovviamente continuerà in aula dove, per la terza volta, chiederemo di approvare una norma di civiltà di cui il nostro paese ha assolutamente bisogno. Ci vediamo in Aula". "Sembra incredibile – ha sottolineato il reponsabile diritti civili dell’Udc Franco Grillini – che proprio nel giorno in cui il governo francese approva il testo di legge sui matrimoni gay, la Corte

Costituzionale spagnola dà il via libera definitivo alla legge con cui si sono spostate 23mila coppie omosessuali in Spagna, e soprattutto nel giorno in cui si vincono, con ampia maggioranza popolare, ben tre referendum a favore dei matrimoni gay negli Usa, in Italia una destra reazionaria boccia, ancora una volta, un provvedimento di civiltà in vigore nella maggior parte dei Paesi europei". "Ancora una volta – ha denunciato dopo il voto il capogruppo Idv in commissione Giustizia Federico Palomba – la lobby omofoba si è espressa contrariamente alla nostra proposta di legge che prevedeva il contrasto di quei comportamenti dettati da omofobia e transfobia. Capofila di questo voto contrario sono stati la Lega e l’onorevole Costa che hanno proposto il testo che loro stessi avevano contribuito ad affossare in Aula. A questo punto la battaglia di civiltà deve necessariamente trasferirsi in Parlamento. Solo dinanzi a un dibattito pubblico che esca dunque dalla ‘non pubblicità’ dei lavori della commissione, la lobby omofoba potrà assumersi le proprie responsabilità".

Per Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, l’Italia si avvicina "alle peggiori teocrazie: siamo ormai nel quarto mondo dei diritti civili e delle libertà". "Non fanno solo male l’assenza di uguaglianza, i diritti negati, il trattamento discriminatorio e le botte che subiamo – dice Patanè – ma è il Paese tutto che soffre l’inazione e la pavidità di una classe politica ridotta a banda tribale che pur di galleggiare ci ha trascinato nel quarto mondo". "Restiamo comunque ottimisti: con le elezioni, questa gara patologica di inabilità finirà e il crollo auspicato di tutta questa classe politica libererà finalmente quell’uguaglianza che ormai tutti i cittadini pretendono", conclude Patanè.

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