Commissione Camera vota legge contro omofobia

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Primo passo per approvazione della legge che introduce l'aggravante dell'orientamento sessuale. In Commissione Giustizia della Camera votano a favore PD, PDL e Lega. Contrari Udc e Italia dei...

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Il risultato – La commissione Giustizia di Montecitorio ha adottato il testo base sull’omofobia: l’unico articolo frutto del lavoro di mediazione della

relatrice Anna Paola Concia (Pd) ha ottenuto i voti del Partito democratico, del Popolo della Libertà e della Lega, inizialmente contraria. Hanno votato contro invece Idv e Udc. Il testo, dunque, non prevede l’omofobia come un reato autonomo, come era stato previsto nel testo originario, ma come un’aggravante. In sostanza la legge introduce nel codice penale, all’articolo 61, tra le circostanze aggravanti comuni quella inerente all’orientamento sessuale. Secondo il ddl Concia, quindi, aggrava il reato anche "l’avere, nei delitti colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". L’esame degli emendamenti in Commissione inizierà martedì prossimo, 6 ottobre.

La relatrice – La relatrice della legge, la depuata del PD Anna Paola Concia ha sottolineato che «Il testo è frutto del lavoro di un anno in

commissione, della consapevolezza e della necessità di arrivare ad una condivisione la più ampia possibile, per una legge come quella contro l’omofobia, che rappresenta un primo passo importante per il nostro paese e per gli omosessuali e i transessuali italiani. Il testo, infatti, nella dicitura "orientamento o discriminazione sessuale" comprende anche i reati contro le persone transessuali». «Dispiace che l’IdV non abbia voluto condividere l’adozione del testo base. Io, come relatrice, avrei voluto un altro testo, infatti avevo presentato l’estensione della legge Manicno. Ma – ha proseguito la deputata democratica – la necessità di rompere il muro del pregiudizio e della discriminazione è più importante degli interessi personali e della propaganda politica. Idv e Udc, con il loro voto contrario, dimostrano di essere i più conservatori del Parlamento». «Gli omosessuali e i transessuali italiani, me compresa, sono stanchi delle belle parole e del benaltrismo. Nei prossimi giorni – ha concluso Concia – con la presentazione degli emendamenti, il testo potrà essere migliorato per arrivare in Aula il 12 ottobre».

Il capogruppo del Pd – «Si tratta di un grande passo in avanti nella lotta alle discriminazioni tanto più importante perché è la prima proposta di legge

presentata dall’opposizione che sarà discussa dall’aula di Montecitorio», dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti che aggiunge: «mi auguro che nel corso della discussione degli emendamenti in commissione (martedi’ prossimo) il testo possa essere ulteriormente perfezionato e divenire un definitivo strumento per la prevenzione e la repressione di tutti gli atteggiamenti di violenza, di aggressione e di discriminazione che hanno il loro movente nell’omofobia. Quello di oggi – conclude – è certamente il primo passo in questa battaglia di civiltà».

Il voto contrario di Italia dei Valori e Udc – Federico Palomba, vicepresidente della commissione giustizia alla Camera dell’Italia dei Valori, ha

motivato il voto contrario del suo partito: «Il testo base venuto fuori in commissione è soltanto un bisbiglio che non ha alcun effetto pratico su un fenomeno di enorme gravità, che sta assumendo un rilievo preoccupante nella società. Noi dell’Italia dei Valori – aggiunge – abbiamo proposto un reato autonomo e rimaniamo fermi sulla nostra posizione, non siamo disposti ad alcun compromesso. L’attenuante non esclusa dal giudizio di prevalenza o equivalenza non serve a nulla. Basteranno attenuanti generiche per far sì che il colpevole non faccia neanche un giorno in più di galera». «La reazione sociale di fronte a questo gravissimo fenomeno – conclude Palomba – deve, invece, essere forte e chiara e non semplice come quella di una semplice aggravante».

Roberto Rao dell’Udc apprezza «l’ineccepibile lavoro della Concia che ha cercato di mettere a punto un testo che ottenesse la più ampia condivisione possibile e infatti ha ottenuto anche il voto della Lega inizialmente contraria ma per noi rimangono due punti fondamentali che hanno determinato il no: siamo contrari ad aggiungere di volta in volta nuove aggravanti ai reati. Così facendo infatti si rischiano discriminazioni». L’altra ragione che ha portato al no dei centristi al ddl Concia è che «anche se dal testo scompare il riferimento all’identità di genere rimane l’orientamento sessuale che non riteniamo opportuno perché aprirebbe il campo a un’inaccettabile spirale degenerativa dei principi e dei fondamenti della nostra società e della nostra cultura».

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