Concia: In Germania voterei Merkel. Marino per adozioni gay

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La deputata del PD apprezza la nuova destra europea di Sarkozy, Fini e di Angela Merkel. Il candidato alla segreteria del Partito Democratico prende una posizione più chiara...

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«Se fossi in Germania preferirei la cancelliera Angela Merkel alla sinistra tedesca». Ad affermarlo, in un’intervista al Secolo d’Italia, è Paola Concia, deputata del Pd, esponente in prima fila nelle battaglie per i diritti degli omosessuali, sostenitrice della mozione Marino. «Non avrei esitazione a votare Angela Merkel – afferma Paola Concia in una nota – purtroppo in Italia siamo dei provincialoni e pensiamo alla leader tedesca come a una specie di Rosy Bindi, invece è la rappresentante della cultura dei conservatori liberali che in Europa è quella di Nicolas Sarkozy in Francia e di Gianfranco Fini in Italia».

Quanto alla politica messa in atto in Germania, «la Merkel sta avanti su temi come l’immigrazione, l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, per non parlare delle sue critiche a Benedetto XVI sui lefebrviani». Anche sul tema delle coppie di fatto ci sono state grandi novità: «In questi anni – ricorda la deputata del Pd – in Germania c’è stata l’approvazione della legge sulla possibilità da parte dei gay di adottare i bambini, figuriamoci una cosa del genere in Italia con Bersani e Franceschini». «Il difetto della sinistra – sottolinea la deputata del Pd – è che è davvero conservatrice, arroccata su vecchie posizioni e non guarda oltre il suo orticello».

Il candidato alla segreteria del PD Ignazio Marino, intanto, prende una posizione sui temi delle coppie di fatto più netta rispetto a quella espressa al Gay Village quando fu ospite per parlare dei diritti lgbt. Ospite della rubrica La Telefonata di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5, Marino ha fatto sapere che «Sui diritti civili noi diciamo con chiarezza che dobbiamo ottemperare alle indicazioni dell’Europa, quindi sì alle unioni civili, sì alle adozioni ai singoli». Sì alle unioni gay? «Sì – ha concluso il candidato del PD – , io mi riferisco alle unioni civili di un milione e mezzo di persone che in Italia pur avendo tre figli, se uno dei due si ammala nel momento in cui entra rianimazione diventa un estraneo per l’altro, l’altro non può neanche entrare a fargli una carezza sulla guancia».

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