Concia: “La pagina Facebook costruita insieme al ragazzo”

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Nella vicenda del ragazzo morto suicida per le prese in giro dei compagni di classe, interviene la deputata del PD. "Ho incontrato i ragazzi e non ho riscontrato...

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"Oggi ho incontrato per due ore i compagni di classe e i professori del ragazzo suicida". Inizia così il racconto della deputata democratica Paola Concia che ha voluto andare a fondo nella vicenda del quindicenne del Liceo Cavour. "Ho voluto farlo per capire cosa fosse accaduto davvero", dice. "I ragazzi mi hanno spiegato che hanno un doppio dolore: quello della perdita del loro compagno di classe e quello di essere stati descritti oggi su tutti i siti come i responsabili della sua morte. Li ho trovati sconvolti e ho riscontrato un contesto scolastico assolutamente non ostile alla diversità".

 

Concia non nega che il piccolo Andrea fosse "sicuramente un ragazzo originale, di certo in cerca della sua identità, come molti a 15 anni, ma di sicuro questa sua diversità era ben inserita nel contesto della classe". Dalla ricostruzione degli amici, "La pagina su Facebook era una pagina costruita insieme a lui".

 

Quella che sembrava una vicenda dove tutti gli elementi si incastravano in maniera lineare appare adesso come più complessa di come era emersa questa mattina sul quotidiano La Repubblica. E anche la famiglia non sempra un elemento estraneo al tragico gesto. "Il ragazzo aveva oggettivamente dei problemi familiari; purtroppo le ragioni profonde di questo suo gesto estremo le conosce solo lui".

"Mi sono sentita in dovere di andare a capire che cosa fosse accaduto davvero, come avrebbero dovuto fare anche altri. Ho cercato di spiegare a quei ragazzi così addolorati, che il clamore suscitato da questa notizia, e forse da sentenze azzardate, è legato al fatto che il bullismo omofobo è diffusissimo all’interno di tutte le scuole e che la parola gay, omosessuale, o peggio frocio, è una parola usata per disprezzare. "Ora resta la grande amarezza di una giovane vita spezzata e di una società, tutta, che a tutti i livelli – politica, scuola, mondo della comunicazione e famiglia – ha il dovere di costruire gli strumenti per contrastare il disagio giovanile. Qualsiasi sia stata la causa del disagio che ha portato questo giovane ragazzo a suicidarsi".

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