Congedo matrimoniale anche per le coppie gay: succede in Italia

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Un'altra azienda italiana concede i diritti delle coppie etero anche a quelle gay.

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Un’altra azienda concede la licenza matrimoniale ai propri dipendenti gay che si sposano all’estero. Succede a Rosignano, in provincia di Livorno, e l’azienda in questone è l’Ineos Manufactoring Spa (filiale livornese di un’impresa chimica inglese) che sulla questione ha raggiunto un accordo con la rappresentanza sindacale interna. Come riporta il quotidiano Il Tirreno, il provvedimento rientra nell’accordo integrativo 2014-2016 dedicato alle pari opportunità.

Il coordinatore della rappresentanza sindacale, Stefano Santini, ha spiegato al Tirreno di avere avuto l’idea di proporre la licenza matrimoniale per le coppie omosessuali dopo aver letto la storia dell’ennesimo suicidio di un adolescente gay, a Roma. “Mi sono detto: perché non fare qualcosa di concreto?” ha raccontato.

L’accordo siglato tra Ineos e i sindacati prevede da parte dell’azienda l’adozione di politiche antidiscriminatorie sia per quanto riguarda l’orientamento sessuale e l’identità di genere che in merito alle differenze etniche. E l’intesa va oltre la sola licenza matrimoniale prevedendo anche il permesso retribuito per il primo giorno di scuola dell’obbligo dei figli dei dipendenti ed il permesso retribuito per l’inserimento dei figli all’asilo.

I precedenti

Come accennato, Ineos non è la prima azienda che opera in Italia ad adottare queste politiche. A parte Ikea, che dell’antidiscriminazione ha fatto una politica interna e una strategia comunicativa ormai da tempo, a dare il via a questo nuovo trend era stata, a dire il vero, una onlus torinese, che aveva accolto l’istanza di Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella , la prima coppia simbolicamente sposata dall’allora sindaco Sergio Chiamparino. Era il 2010. Abbiamo dovuto aspettare due anni per raccontare un altro caso di best practice, come si dice in questi casi. E nel 2012 la toscana Publiacqua accoglie la richiesta di un dipendente gay concedendo i fatidici 15 giorni di licenza. Ad agosto del 2013 il call center Call&Call di Pistoia segue l’esempio e dice sì all’istanza di una dipendente lesbica decidendo, poi, di adottare il provvedimento per tutti coloro che l’avessero richiesto. Poche settimane dopo era stato il turno di Telecom , ancora una volta su richiesta di una dipendente. Più complessa, invece, la battaglia legale intrapresa da Michele, dipendente della filiale di Mestre della banca Intesa SanPaolo che aveva negato la licenza matrimoniale chiesta dal’uomo dopo il matrimonio portoghese con il compagno. Michele, col sostegno del sindacato, ha fatto ricorso in tribunale e Sanpaolo ha poi siglato un accordo concedendo la licenza. Ad agosto scorso, infine, anche Coop Adriatica ha autorizzato una sua dipendente lesbica a usufruire dei 15 giorni di ferie retribuite previste per chi si sposa.

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